Maxi frode sui crediti d'imposta, oltre centro imprenditori truffati

I crediti inesistenti venivano messi sul mercato e avevano fruttato oltre 6 milioni di euro ad un uomo arrestato oggi dalla Guardia di Finanza di Mirandola. Sequestrati beni mobili e immobili per 200mila euro

Alle prime luci dell’alba di ieri i Finanzieri della Tenenza della Guardia di Finanza di Mirandola hanno tratto agli arresti domiciliari un soggetto che, con la collaborazione di altri complici, aveva ideato e realizzato una  redditizia frode in danno dell’erario. La tecnica era quella già nota nel mondo della criminalità economica: la creazione e la successiva cessione di crediti d’imposta fittizi.

E’ l’ultimo atto di una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena, che ha già portato, nei mesi scorsi, alla denuncia a piede libero di 14 persone accusate, in concorso, di evasione e frode fiscale, truffa aggravata, riciclaggio e autoriciclaggio, ricettazione e reati in materia di immigrazione clandestina di cittadini stranieri, nonché al recupero a tassazione degli illeciti profitti realizzati pari ad oltre 1,5 milioni di euro ed al sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni e denaro per un valore totale pari ad € 200.000.

L’attività di indagine condotta dalle Fiamme Gialle mirandolesi ha consentito di svelare il complesso sistema fraudolento escogitato dal principale indagato, oggi agli arresti domiciliari. Attraverso la costituzione di soggetti giuridici fittizi (società di capitali ed onlus), venivano simulati, attraverso falsi rapporto di lavoro a tempo indeterminato, significativi incrementi occupazionali che, in virtù delle norme introdotte per incentivare il lavoro (L.n. 388/200 e L.n. 289/2002), davano diritto a beneficiare di rilevanti crediti da utilizzare per compensare le imposte, le tasse e i contributi previdenziali dovuti.

I fittizi crediti d’imposta così artificiosamente “costruiti” a tavolino, ammontanti a circa 6 milioni di euro, venivano poi “offerti sul mercato” attraverso siti internet ad un prezzo notevolmente inferiore al valore nominale e ceduti ad ignari contribuenti che, bisognosi di compensare i propri debiti fiscali e previdenziali, ritenevano così di poter risparmiare qualcosa.

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Per gli acquirenti - oltre 100 sparsi su tutto il territorio nazionale, non solo imprese ma anche professionisti nel campo giuridico-economico - oltre al danno (patrimoniale) costituito dalla truffa subita anche la beffa: infatti, avendo utilizzato crediti di imposta inesistenti dovranno rifondere all’erario i propri debiti tributari e previdenziali che pensavano di aver assolto, anche con un risparmio.

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