Razzie in tre scuole cittadine, la Squadra Mobile incastra un 21enne

Il ragazzo è ritenuto l'artefice di tre colpi commessi tra ottobre e febbraio scorsi, nel corso dei quli era riuscito a rubare ben 43 dispositivi elettronici, poi rivenduti sul web. Parte della merce è stata recuperata dopo il blitz

Nel pomeriggio di ieri, su ordine della Procura della Repubblica, i poliziotti della Squadra Mobile di Modena hanno tratto in arresto un 21enne tunisino, regolarmente residente a Castelvetro. Dopo una serie di indagini accurate, infatti, il ragazzo è stato individuato come l'autore di tre furti in altrettante scuole di Modena.

Il primo episodio risale al 21 ottobre scorso, presso la Scuola d'Infanzia Tommaso Pellegrini, dove si è impossessato di una fotocamera digitale Canon, di un personal computer e di un telefono cellulare. L'8 di gennaio si era verificato un secondo furto, molto ingente: dalla Scuola Primaria Martin Luter King erano stati rubati ben 24 tablet e 13 personal computer portatili. Un mese dopo, il 6 febbraio, era toccato alla Scuola d'Infanzia Sant'Agnese, nella quale erano spariti un televisore e tre macchine fotografiche digitali.

Gli inquirenti hanno basato la loro richiesta di misura cautelare su vari riscontri investigativi, avviati già lo scorso autunno. In particolare, a seguito della denuncia della referente scolastica di una delle scuole derubate, gli investigatori della Questura sono riusciti a verificare che una parte della merce rubata era stata messa in vendita su internet. Gli uomini della Mobile sono riusciti a risalire all'autore dell'annuncio tracciando l'indirizzo IP dal quale era stato pubblicato e hanno ottenuto un mandato di perquisizione. Il blitz presso l'abitazione di Castelvetro ha permessso di rinvenire gran parte del materiale rubato, già restituito alle scuole di competenza.

Accanto a questa attività, gli investigatori sono riusciti a risalire all'identità del ladro attraverso le immagini delle telecamere interne ed esterne degli istituti derubati. Il malfattore è stato poi riconosciuto da un'operatrice scolastica che aveva avuto modo di vederlo subito dopo il fatto. Ad incastrarlo definitivamente, sono state le rilevazioni delle impronte digitali estrapolate dalla Polizia Scientifica sui luoghi dei delitti, oltre ai riscontri positivi provenienti dall'analisi tecnica delle varie telecamere cittadine e dei tabulati telefonici. 

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Il giovanissimo nordafricano è considerato il capo di una banda di ladri dedita ai furti nelle scuole, su cui le attività d'indagine vanno ancora avanti alla ricerca di ulteriori elementi per identificare i complici.

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