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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca Casello Modena Sud

Portavalori svaligiato al Roadhouse, le telecamere incastrano i colpevoli

Due nomadi originari del modenese sono stati identificati grazie a meticolose indagini della Mobile come i responsabili del furto di quasi 120mila euro ad inizio agosto. Ricostruito l'intero percorso del portavalori. Si ricercano altri due complici

La mattina del primo agosto dello scorso anno era andato in scena un furto apparentemente “perfetto”. I ladri erano riusciti fulmineamente a ripulire un furgone portavalori della ditta Coopservice, fuggendo con un sacco contenente circa 120mila euro in contanti senza lasciare alcuna traccia. Il colpo era andato in scena nel parcheggio del ristorante Roadhouse, accanto al casello di Modena Sud, mentre l'autista stava ritirando i contanti all'interno dell'esercizio.

Un crimine che non ha consegnato alla Scientifica alcuna traccia utile e per il quale non è stato possibile utilizzare le tanto decantate intercettazioni telefoniche. La Squadra Mobile di Modena si è quindi trovata a dover ricorrere ad un'indagine “vecchio stile”, che ha occupato gli agenti in una ricerca meticolosa.

L'INDAGINE - “Un percorso investigativo arduo, che ha richiesto molto tempo”, come ha spiegato il capo della Mobile Enrico Tassi. Gli uomini della Questura hanno ricostruito passo dopo passo il percorso effettuato quella mattina dal furgone, che ha girato per la città fermandosi a ritirare il denaro da diversi clienti. Per farlo sono state utilizzate le immagini fornite da decine di telecamere di videosorveglianza (pubbliche e private): ore e ore di filmati dai quali sono emersi due fattori. É stata chiaramente individuata un'auto che seguiva il furgone in tutti i suoi spostamenti, mantenendosi a distanza di sicurezza e sono allo stesso tempo stati osservati quattro individui presenti nei bar e nelle vicinanze delle tappe del mezzo Coopservice.

IL VIDEO DEL "PEDINAMENTO"

Grazie alla targa dell'auto sospetta, una Fiat Stilo grigia, è stato possibile risalire all'intestatario: un nome noto, quello di Nicolò Pantaleo, al quale sono intestate circa un centinaio di vetture, diverse delle quali usate per furti e rapine. Non solo. Il vero colpo di fortuna – serve anche quella – sta nel fatto che qualche giorno prima del crimine la stessa auto era stata fermata dagli agenti di Polizia per un controllo di routine sulle strade, fatto che aveva permesso di identificare quattro occupanti del messo, poi riapparsi nelle immagini delle telecamere, intenti a studiare i movimenti del loro obbiettivo in vista del colpo.

GLI ARRESTI – A finire sul tavolo del Gip sono state quindi le richieste di custodia cautelare per quattro nomadi di etnia Rom, già conosciuti alle forze dell'ordine. Due arresti sono già stati effettuati, portando in carcere due dei quattro complici, che dopo il furto si erano rifugiati nel campo nomadi di Badia Polesine (RO). Si tratta di Romano Seferovic, 37enne originario di Sassuolo e coinvolto nelle indagini per l'omicidio del 2002 nel parcheggio del supermercato I Portali, del quale venne accusato il fratello. Il secondo è invece Alessandro Ametovic, 34enne nato a Castelfranco Emilia e sul quale gravava già una condanna ai domiciliari per resistenza a pubblico ufficiale. La Mobile è ancora sulle tracce degli altri due complici. L'accusa è quella di furto aggravato.

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