Rapinato e "sequestrato" ai Giardini Ducali, fermato uno degli aggressori

In carcere un 22enne nigeriano, ospite di una comunità di accoglienza. Il giovane ha confessato la rapina avvenuta ad agosto ai danni di un 30enne, derubato del telefono e di 500 euro sotto minaccia di un coccio di bottiglia puntato alla pancia

Una ventina di minuti di terrore: un'avventura che un 30enne cancellerebbe volentieri dalla memoria. I fatti risalgono al 21 agosto scorso. Intorno alle 7 del mattino un ragazzo di 30 anni arriva in via Poletti e parcheggia l'auto, per poi dirigersi verso la banca dove lavora in pieno centro storico, attraversando il parco Ducale. Qui gli si parano davanti due giovani di colore: uno dei due rompe una bottiglia di vetro e lo minaccia di consegnargli tutto il denaro in suo possesso e il telefono cellulare. Il complice blocca la vittima puntandogli un coccio di bottiglia all'altezza dell'addome e poiché il ragazzo non ha denaro con se,  i due aggressori gli prendono la tessera bancomat chiedendogli il codice di sicurezza.  

Il trentenne sotto shock fornisce una sequenza numerica sbagliata, tanto che il rapinatore che si era allontanato per prelevare ad uno sportello di via Piave ritorna a mani vuote mentre il complice continua a tenere la vittima sotto scacco. Il giovane viene quindi costretto a digitare personalmente il PIN allo sportello e i rapinatori riescono così a prelevare con due distinte operazioni la somma complessiva di 500 euro. Poi si danno alla fuga.

Gli investigatori della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena, danno immediato avvio le indagini, dopo la denuncia della vittima che arriva il giorno successivo i fatti, tanto era lo shock.  La visione delle immagini della videosorveglianza cittadina e privata e la ricostruzione del traffico telefonico di cella del telefono rubato alla vittima permettono di acquisire elementi chiavi per risalire all'identità di uno dei due rapinatori.  

Il 25 settembre la Polizia entra in azione, dopo aver individuato il sospetto, che risiede presso una comunitò di accoglienza poco fuori Modena. Gli agenti bloccano così un 22enne nigeriano, incensurato e in regola con il permesso di soggiorno: indosso ha gli stessi abiti utilizzate il giorno della rapina e una volta interrogato confessa quanto commesso un mese prima, spiegando che con il denaro lui e il complice avevano poi comprato droga nei pressi dell'RNord di via Attiraglio: la presenza è confermata anche in questo caso dalle telecamere. Il cellulare rubato era già stato rivenduto, ma gli inquirenti rintracciano il porta Sim di plastica.

Sussistendo gravi indizi di colpevolezza nei confronti del giovane straniero - e un fondato pericolo di fuga - il pubblico ministero Giuseppe Amara ne dispone il fermo e il trasferimento in carcere. Sono ancora in corso le indagini per rintracciare il complice.

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