Traffico e spaccio di eroina e cocaina, due fratelli in manette

Entrambi risiedevano nella zona di via Vignolese e gestivano un importante traffico di droga. La Polizia ipotizza si trattasse di pusher di livello intermendio, con una rete di spacciatori che rifornivano costantemente

La criminalità nigeriana dedita allo spaccio di droga in città continua ad essere in cima alle priorità della Squadra Mobile di Modena, che ha portato a termine un'altra operazione importante nella perenne lotta al traffico di stupefacenti. Dopo gli arresti avvenuti in via Cerretti, infatti, altri due cittadini nigeriani sono stai fermati dopo la perquisizione di un'abitazione con una stanza adibita al taglio e al confezionamento dello stupefacente. La piazza di destinazione era sempre quella del parco XXII Aprile, ma la centrale operativa questa volta era lungo via Vignolese, nei pressi della Punta.

Nelle settimane scorse le ripetute segnalazioni di movimenti sospetti avevano portato gli agenti della Narcotici ad individuare un giovane sospetto, sul quale si erano concentrate le attenzioni. Ieri i poliziotti in borghese hanno osservato il ragazzo - un 30enne nigeriano in Italia grazie ad un permesso di soggiorno per motivi umanitari - uscire dalla sua abitazione di via Confalonieri e dirigersi in bicicletta verso la vicina via Bisi: una rapida sosta nell'edificio e poi la ripartenza verso il parco XXII Aprile.

Il 30enne tuttavia si è accorto di essere seguito e ha cercato di seminare gli agenti, che a quel punto sono intervenuti per fermarlo, trovandolo in possesso di tre involucri per un peso complessivo di 19 grammi di cocaina. Una volta accompagnato in Questura al giovane sono state sequestrate anche le chiavi del portone del palazzo di via Bisi, permettendo così un blitz nello stabile.

Gli investigatori della Mobile hanno così potuto appurare che lì viveva il fratello, un 33enne clandestino, il quale proprio in quel momento stava uscendo con un borsone nel quale nascondeva quasi mezzo chilo di stupefacente, confezionato in ovuli. Per di più, nell'appartamento è stata individuata una stanza dedicata proprio alla lavorazione della droga, con materiale per tagliare le sostanze, pesarle e confezionarle. Nel complesso sono stati sequestrati circa 4 etti di cocaina e altrettanti in eroina, oltre a circa 2.600 euro in contanti e numerosi telefoni cellulari.

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I due nigeriani, su indicazione del magistrato di turno, sono stati condotti direttamente in carcere. L'ipotesi formulata dalla Mobile è che si tratti di spacciatori che si collocano ad un livello intermedio nella "filiera" locale: capaci di rifornirsi direttamente da chi si occupa del traffico internazionale per poi rivendere a una rete di spacciatori che si occupano del vero e proprio commercio al dettaglio.

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