Banda di narcotrafficanti in manette, arrestato l'attore Jimmy Conte

Una lunga indagine ha portato in carcere otto persone per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e detenzioni di armi. La droga era nascosta in alcune botole nel 'covo' di Sala Bolognese. Il capo della banda è vicino alla cosca calabrese dei Mancuso

Smantellata una banda dedita al traffico di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente. La polizia ha dato esecuzione venerdì scorso alle ordinanze di custodia cautelare per otto persone, sei italiane e due nate all'estero, per vari reati, dall'associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dalla disponibilità di armi, spaccio continuato di sostanze stupefacenti e illecita detenzione di armi comuni da sparo, mentre altri due sono ricercati. 

GLI ARRESTATI. In manette è finito Francesco Ventrici, 44enne originario della provincia di Vibo Valentia: già noto alle forze dell'ordine, sin dagli anni '90 per il suo lungo curriculum criminale.  Arrestato anche un attore, Girolamo Conte (Jimmy Conte), nato in Germania 50 anni fa e residente da lungo tempo a Castlenuovo Rangone, noto per il ruolo di attore nella fiction TV "Squadra antimafia" e già al centro di inchieste. Arrestati con loro anche G.V., 40 anni, I.L., 35 anni, M.E., 49anni, B.N., 40 anni, proprietario del casolare a Sala Bolognese che aveva anche a disposizione un'arma da sparo e una parabellum. A Ventrici, G.V., B.N., I.L., M.E. e un altro complice ricercato è stato contestato il reato di associazione a delinquere.

L'INDAGINE. Un'indagine partita nell'agosto del 2015, quando a seguito di un controllo in viale Lenin, il personale di una volante aveva identificato Francesco Ventrici, in quell'occasione fu trovato in possesso di un telefono BlackBerry che si era rifiutato di mostrare agli agenti. Dopo qualche giorno, per il 44 venne disposto l'obbligo di dimora per un precedente reato a San Marino di Bentivoglio, dove viveva con la moglie, ma dal quel momento si rese irreperibile.

IL COVO. Proprio seguendo i movimenti della donna, gli investigatori sono arrivati fino a un casolare a Sala Bolognese: grazie all'installazione di una telecamera esterna e di un microfono ambientale, gli inquirenti hanno finalmente scoperto il suo nascondiglio, che fungeva anche da vera e propria base logistica di un intero gruppo criminale: un'organizzazione verticistica, con suddivisione di ruoli e compiti, che Ventrici coordinava, grazie a una estesa rete di contatti, disponibilità di armi da fuoco e capitali da investire. Tutti i componenti della banda avevano a disposizione un telefono BlackBerry, con scheda telefonica statunitense, criptata da hacker del nord-Europa, quindi non intercettabili. 

Nel corso della complessa indagine, a novembre erano stati arrestati due "collaboratori" di Ventrici, un marocchino di 40 anni e un italiano di origini nord-africane di 24, che custodivano in un garage in viale Lenin 853 grammi di cocaina, 7,7 chili di hashish e 3,8 chili di Marijuana, oltre a svariato materiale per il confezionamento. Attraverso il microfono ambientale, sono state ascoltati conversazioni e incontri con narcotrafficanti di altre cosche calabresi, organizzazione dell'importazione di ingenti quantitativi di droga dal sud-America e la pianificazione del trasferimento di Ventrici in Polonia, a Natale scorso, con carta di identità falsa, così il 17 dicembre la polizia ha fatto irruzione nel covo. Con l'uso di metal detector, gli agenti hanno scoperto alcune botole nel granaio rinvenendo il resto di un recente carico: 40 chili di marijuana e un chilo di cocaina.

L'operazione che ha portato al palo la banda di trafficanti è stata chiamata "Pigna D'Oro" poiché Ventrici, intercettato, aveva dichiarato di poter sperare in una seconda vita, ricca e piena d'oro "come una pigna".  
Intercettazioni e pedinamenti non si sono fermati dopo la scoperta del casolare e l'arresto di alcuni componenti della banda: C.D. è stato fermato il 18 gennaio scorso a Borgo Panigale, di ritorno da Milano, dove aveva acquistato un chilo di cocaina purissima. 

'NDRANGHETA. Ventrici è considerato vicino alla 'ndrina dei Mancuso ed è in attesa di una sentenza che lo vede imputato nel processo contro la ‘ndrangheta "Due Torri connection" con l'accusa associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti e rischia una pena dai 20 ai 30 anni. Braccio destro di Vincenzo Barbieri, 'ndranghetista di riferimento nel capoluogo emiliano ucciso nel marzo 2011 in un agguato nel Vibonese, era stato raggiunto da ordinanza di custodia nell'aprile del 2011 nell'indagine sulle infiltrazioni della criminalità calabrese sotto le Due Torri, che aveva portato al sequestro preventivo di un patrimonio (società immobiliari e di moda, ville, auto e perfino un albergo a Granarolo) del valore di 10 milioni di euro. Una seconda ordinanza di custodia, in un'indagine sul narcotraffico era stata emessa ad agosto 2011.

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