Cronaca Via per Vallalta

Ferito durante una trattativa tra spacciatori, due fermi per tentato omicidio

I Carabinieri hanno identificato i due marocchini accusati di aver ferito tre senegalesi in un casolare abbandonato di Vallata di Concordia. Una delle vittime ancora ricoverata per gravi ferite all'addome

Dopo poco più di due settimane di indagini i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Carpi e della Stazione di Concordia sono riusciti a identificare e braccare fino al provvedimento di fermo due 32enni marocchini, accusati di tentato omicidio. I fatti risalgono al 6 aprile scorso, quando i due nordafricani furono protagonisti di una violenta aggressione ai danni di tre cittadini senegalesi. Una storia che emerge dal sottobosco del traffico di stupefacenti, una delle tante trattative che tuttavia ha avuto un epilogo sanguinario.

LA RICOSTRUZIONE - La sera del 6 aprile i due gruppi si ritrovano per perfezionare uno scambio di droga, dandosi appuntamento in un casolare abbandonato in via Grifona, una strada isolata nelle campagne di Vallalta di Concordia. Si tratta di una vecchia casa colonica in cui i magrebini, clandestini e senza fissa dimora, vivono abitualmente e da dove trattano i loro affari in materia di stupefacenti. I tre senegalesi arrivano in auto ed entrano nell'edificio, ma la trattativa degenera, per motivi non chiari. Uno dei nordafricani estrae un coltello e si getta contro i rivali, con l'aiuto del connazionale. Uno senegalese di 36 anni viene immobilizzato e ferito più volte all'addome, mentre anche gli altri due amici vengono feriti di striscio nel tentativo di difendersi dai fendenti. In un modo o nell'altro i tre senegalesi riescono però a fuggire salendo in auto.

FUGA E SOCCORSI - L'auto si allontana dal casolare, ma tutti e tre gli occupanti sono feriti. Il 36enne perde molto sangue ed è ormai in fin di vita. L'uomo alla guida accusa il dolore e perde il controllo del mezzo qualche centinaio di metri oltre l'edificio di via Grifona, finendo nel fossato al margine della carreggiata. I due feriti in modo lieve esttraggono il terzo dall'auto e chiamano il 118, ma non appena vedono in lontananza i lampeggianti dell'ambulanza si danno nuovamente alla fuga a piedi, lasciando l'amico esanime a bordo strada. I sanitari arrivano sul posto e si prendono cura del ferito, che viene trasportato all'ospedale di Baggiovara e sottoposto a intervento chirurgico. Attualmente è ancora ricoverato per il decorso post-operatorio, con una prognosi di 30 giorni.

LE INDAGINI - Sono i medici ad avvisare l'Arma della presenza di un ferito da arma da taglio e i Carabinieri avviano immediatamente i riscontri. Pezzo dopo pezzo riescono a ricostruire l'esatta dinamica della vicenda, non appena il ferito è in grado di parlare e fornire quei pochi elementi utili. Vengono rintracciati i due senegalesi scampati all'agguato, che confermano la vicenda: i tre africani, clandestini, erano noti alle forze dell'ordine per diversi reati e in breve tempo i militari comprendono che si tratta di una storia legata allo spaccio di droga. La perquisizione del casolare permette di ritrovare il coltello usato per l'aggressione e alcuni bossoli, mentre nell'auto incidentata viene scoperta una pistola a salve. 

LATITANZA E FERMO - Dopo non poche ricerche si riesce quindi a individuare i due marocchini responsabili del tentato omicidio. I due si nascondono in un'abitazione di Bomporto e si guardano bene dal farsi trovare in giro. A dar loro sostegno c'è un connazionale 42enne, forse lo zio di uno di loro, che li rifornisce di cibo, sigarette e alcol e che sarà denunciato per favoreggiamento personale. I Carabinieri intuiscono che almeno uno dei due è pronto a lasciare la nostra provincia: la fidanzata gli ha infatti fatto arrivare un bonifico postale per acquistare un biglietto del treno. Da qui la decisione di accelerare i tempi e di procedere al fermo dei due, a loro volta clandestini e con un ricchissimo curriculum criminale alle spalle, tra spaccio, rapine ed estorsioni.. Ora si trovano in carcere in attesa della convalida da parte del giudice. 

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