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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Una nuova scuola d'infanzia all'interno del San Paolo

Lo ha annunciato l’assessore all’Istruzione in Consiglio comunale durante il dibattito sulla Gestione sociale dei servizi di nido e scuola d’infanzia

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Una nuova scuola d’infanzia statale a Modena. È quanto il Comune chiederà di realizzare potendo soddisfare i due requisiti chiesti dallo Stato, ossia avere liste d’attesa e disporre dei locali idonei. L’assessore all’Istruzione Adriana Querzè lo ha reso noto in Consiglio comunale nella seduta di giovedì 17 ottobre. “La nuova scuola – ha affermato – servirà anche all’equilibrio del nostro sistema formativo poiché le statali sono di gran lunga inferiori, per numero, alle scuole d’infanzia comunali”.

“L’offerta di servizi educativi a Modena – ha precisato l’assessore – è quantitativamente superiore ai livelli indicati dall’Unione europea e, in particolare i posti disponibili al nido d’infanzia riescono a rispondere al 70% delle domande che quest’anno per la prima volta sono calate di oltre il 4,8 per cento per effetto della crisi. Per quanto riguarda la scuola d’infanzia la copertura è pressoché totale, grazie al sistema unico di iscrizione, anche se non tutte le famiglie riescono a vedersi assegnata la scuola richiesta. La nuova scuola d’infanzia statale sarà collocata all’interno del comparto San Paolo e stiamo lavorando perché sia in funzione già da dal prossimo anno scolastico”. L’annuncio è stato fatto durante il dibattito che ha preceduto l’approvazione del Regolamento della Gestione sociale dei servizi di nido e scuola d’infanzia. La delibera è stata approvata dal Consiglio con i voti favorevoli di tutti i gruppi e con l’astensione di Fratelli d’Italia.

Per Sel, Ingrid Caporioni ha detto di condividere “la delibera nel merito e nel metodo adottati attraverso un percorso di condivisione che ha coinvolto, insegnanti, educatori, genitori e bambini. Un percorso in cui tutti hanno imparato da tutti”, ha sottolineato la consigliera, insistendo su aspetti come “la partecipazione, che per essere reale deve poter incidere su cambiamenti reali che riguardano il territorio e la città” e “il sostegno alla genitorialità, tra i compiti più importanti assolti dai servizi educativi”. A favore si è espresso anche Sergio Celloni di Movimento per cambiare insieme Modena, che ha evidenziato “il ruolo della famiglia e l’importanza della scuola che deve essere sempre più fondante nella crescita dei bambini e della famiglia intera”. E ha aggiunto: “Noto in questo provvedimento, anche senza entrare nel merito, un grande e positivo coinvolgimento della scuola”.

Per il Pd, Rossella Maienza ha definito il Regolamento “un’opportunità per tutti i soggetti gestionali, che va a migliorare ulteriormente la gestione sociale dei servizi pubblici e privati”. La consigliera ha anche evidenziato che “il Coordinamento è una novità già sperimentata nelle scuole Raisini, Don Milani e della Fondazione, che ora viene estesa a tutte le scuole”. E ha concluso: “Si tratta di un progetto aperto che permette non solo di usufruire dei servizi ma di partecipare democraticamente alla gestione”. Per Stefano Rimini “l’attenzione alle modalità di partecipazione e condivisione sono elementi fondamentali in cui la città ha deciso di investire per il futuro. La gestione sociale infatti aumenta il desiderio di partecipazione, uno dei passaggi chiave in questo momento storico,  che valorizza la capacità di questo territorio di unirsi e lavorare assieme su progetti condivisi, partendo dal basso e investendo risorse e tempo”. William Garagnani ha ricordato “il bisogno di partecipazione e di democrazia che ha caratterizzato gli anni ’70” segnalando le profonde differenze con la situazione attuale: “Oggi la partecipazione risponde ad altri bisogni e, coadiuvata dall’insegnante, diventa fondamentale in funzione del dialogo e del confronto tra culture diverse”.

Anche l’assessore alle Pari opportunità Marcella Nordi ha rimarcato l’importanza “di trasformare i genitori da fruitori a gestori del servizio, così come di creare luoghi e momenti di confronto e discussione e di favorire l’integrazione tra famiglie di origini diverse”. Della stessa idea Sandra Poppi di Modenasaluteambiente.it che ha affermato: “Credo che quello seguito, con il coinvolgimento dei genitori, sia un percorso corretto, una modalità utile sia agli insegnanti sia ai genitori, che in questo modo si sentono rassicurati. Condivido la scelta fatta e voterò a favore”.

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