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Cronaca

Omicidio Lepore, scagionati i due amici italiani trattenuti da un anno

Ilaria Benati e Jacopo Capasso erano inizialmente sospettati di essere i mandanti dell'assassionio della 59enne carpigiana

Dopo oltre un anno finisce l'odissea giudiziaria a carico di Ilaria Benati e Jacopo Capasso, incarcerati a Santo Domingo in quanto sospettati di essere i mandanti dell'omicidio di Claudia Lepore. Come si ricorderà, la 59enne carpigiana, da diversi anni trasferitasi ai Caraibi, era stata brutalmente assassinata a metà gennaio dello scorso anno nella sua abitazione.

La giustizia locale, dopo molti rinvii, si è finalmente espressa sul caso dei due connazionali trattenuti, evidenziando come non siano emerse durante le indagini prove suficienti a suffragare la tesi iniziale, che li vedeva appunto promotori del delitto per questioni economiche. A renderlo noto sono stati i legali della famiglia Lepore, gli avvocati Enrico Aimi e Giulia Giusti.

Il Tribunale dominicano ha stabilito il non luogo a procedere nei confronti dei due italiani, che tornano perciò liberi. Rinviato invece a giudizio Antonio Lantigua, il dominicano accusato di essere l'esecutore materiale dell'omicidio.

"Purtroppo la distanza ci impone limiti operativi di non poco momento – spiegano gli avvocati Enrico Aimi e Giulia Giusti – , e ci induce ad avere fiducia nell’operato della magistratura locale e dei nostri corrispondenti.  Se da un lato siamo soddisfatti per il rinvio a giudizio dell’imputato principale, dall’altro ci riserviamo di analizzare con assoluta meticolosità e altrettanta freddezza le motivazioni della sentenza che ha portato al proscioglimento dei due connazionali. Vogliamo vederci chiaro, capire il percorso logico seguito al Giudice e quali elementi sono stati ritenuti ininfluenti e quali viceversa determinanti per pronunciare quel provvedimento. Non escludiamo infatti di impugnarlo qualora dovessimo riscontrare errori tecnici o contraddizioni logiche in fatto. La nostra amarezza è quella di non aver potuto seguire da vicino, in prima persona, le indagini, il loro indirizzo, il loro corso e, soprattutto, la fase processuale. Il pensiero che possa essere stato tralasciato qualcosa, in una dinamica tanto confusa e bizzarra, come quella cui abbiamo sin qui assistito, con sette singolari rinvii d’udienza, accompagnerà il nostro pensiero e il nostro ragionamento nel momento in cui dovremo assumere la decisione se impugnare o meno la sentenza. Difficile arrendersi in questi casi, almeno per noi".

"Sarà conseguentemente di primario interesse seguire con la massima attenzione il processo che si instaurerà, anche per cogliere ogni sfumatura utile a ricostruire le ultime ore di terrore vissute dalla vittima, il cui corpo straziato – insieme con i macabri dettagli del suo rinvenimento – ha già suggerito non pochi interrogativi. Infine, fuori dalle suggestioni, rimane ancora da chiarire che fine hanno fatto il testamento di Claudia Lepore e buona parte dei suoi averi. Anche in questi casi, seguire il denaro, è sempre una pista molto consigliata, come sosteneva Giovanni Falcone. Attendiamo pazienti le motivazioni, poi, insieme alla famiglia, decideremo il da farsi”. 

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