Trucco hi-tech per superare l'esame della patente. Ma in due finiscono all'ospedale

Cinque cittadini pakistani sono stati denunciati, dopo che la Polizia Stradale ha scoperto un ingegnoso trucco con il quale erano riusciti a superate il quiz di teoria alla Motorizzazione. I microauricolari incastrati hanno reso necessario l'intervento dei medici

Come ormai sempre più spesso accade, anche questa mattina gli agenti della Polizia Stradale sono riusciti a smascherare cinque stranieri, che erano riusciti a superare l'esame di teoria per il conseguimento della patente in modo truffaldino. E come sempre più spesso accade, i candidati si erano avvalsi di un metodo tecnologico molto sofisticato, che era passato inosservato ai primi controlli svolti dagli esaminatori della Motorizzazione Civile di Modena.

La Stradale ha presidiato le aule d'esame fin dalle 8.30 di stamane, individuando alcuni stranieri che si comportavano in modo sospetto. Si tratta nello specifico di cinque cittadini pakistani, regolari sul territorio, che sono stati fermati dagli agenti all'uscita dall'aula. La perquisizione ha permesso di svelare il trucco e di sequestrare diverse apparecchiature elettroniche sofisticate.

I cinque asiatici avevano nascosto sotto una comune t-shirt uno smartphone, incollato al tessuto nel quale era stato praticato un forellino di appena 2 millimetri: tanto bastava alla fotocamera del telefono per riprendere le domande d'esame sul pc e trasmetterle ad uno (o forse cinque) complici. Questi fornivano poi le risposte esatte attraverso un micro auricolare bluetooth che i pakistani nascondevano nell'orecchio.

In particolare, questo auricolare era così miniaturizzato che per due esaminandi si è verificato un problema medico, con i piccoli dispositivi che si sono incastrati nell'orecchio. Perciò, dopo gli accertamenti nella sede della PolStrada, i due sono stati accompagnati al Pronto Soccorso per permettere ai medici di estrarre l'apparecchiatura.

Si tratta, come detto, di cittadini pakistani, provenienti da Carpi, Bologna, Reggiolo e Calderara di Reno, che evidentemente si erano affidati ad un'unica “organizzazione” per mettere in piedi la truffa. La Polizia è ora sulle tracce delle persone che hanno fornito loro le attrezzature e che probabilmente hanno anche svolto il ruolo di “suggeritore” esterno durante l'esame.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Emilia-Romagna verso il ritorno in zona gialla, "Ma evitiamo terza ondata"

  • Addio a Benny, l'imprenditore dei bar modenesi

  • Carpi, presentata istanza di fallimento per la Arbos

  • Bonaccini annuncia: "Torneremo zona gialla, ma fra una settimana"

  • Nuova ordinanza regionale, riaprono i negozi di piccole e medie dimensioni

  • Coronavirus, curva in flessione per la prima volta. Modena ancora al vertice

Torna su
ModenaToday è in caricamento