Strage in carcere, le autospie confermano la morte per overdose. "Niente segni di violenza"

Depositati dal medico legale i documenti conclusivi della perizia svolta sui 5 detenuti morti durante le ore della drammatica rivolta. Ormai a buon punto le indagini sulla ricostruzione della dinamica

Proseguono nel consueto riserbo della Procura le indagini sui drammatici fatti dell'8 marzo scorso nel carcere di Sat'Anna, costati la vita a nove detenuti. Stamane il procuratore vicario Giuseppe Di Giorgio ha confermato che sono stati depositati i risultati della perizia medico legale, che confermano le ipotesi circolate nelle ore immediatamente successive alla rivolta e alla scoperta dei decessi.

"La causa esclusiva del decesso è collegabile all'abuso di stupefacenti, verosimilmente quelli sottratti dalla farmacia interna del carcere - spiega Di Giorgio, che poi sottolinea - Non sono stati riscontrati segni di violenza sui corpi". La relazione conclusiva, svolta in forma garantita, è ora a disposizione delle parti coinvolte nell'inchiesta, che potranno presentare richieste di approfondimenti o integrazioni.

Oltre alla questione centrale della perdita di vite umane, vi è poi quella relativa alla rivolta vera e propria. La Procura e la Squadra Mobile, delegata all'indagine, è alle prese con una difficile ricostruzione di quanto avvenuto nelle celle, nei corridoi e negli spazi comuni del Sant'Anna in quell'interminabile pomeriggio di passione. "La ricostruzione dei disordini è complessa - ha aggiunto il magistrato - soprattutto per la non semplice attribuzione delle responsabilità individuali. E' ancora in corso ma è ormai a buon punto".

Ricordiamo che a seguito dei fatti di Modena morirono 9 detenuti: la procura modenese indaga sulle sorti di solo 5 di loro, ovvero quelli receduti all'interno del carcere. Altre 4 persone, infatti, morirono nelle ore seguenti dopo il trasporto verso altri penitenziari, visto che la struttura modenese era ormai inagibile: delle loro vicende si occupano le procure del territorio dove si è verificata la morte.

Un caso in particolare, quello di Salvatore Piscitelli deceduto dopo il trasporto nel penitenziario di Ascoli - sta creando dibattito e polemiche. Nelle scorse ore, infatti, l'agenzia di stampa AGI ha reso noto il contenuto di alcune lettere firmate dai compagni di carcere e di viaggio di Piscitelli, i quali hanno denunciato presunti pestaggi commessi dalle forze dell'ordine, ma soprattutto la presunta assenza di assitenza medica nei confronti dell'uomo che presentava già i primi sintomi dell'intossicazione che pi gli sarebbe costata la vita.

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"Prendiamo atto delle notizie diffuse ieri - ha commentato Di Giorgio - Se arrivassero elementi specifici integreremmo le indagini in quella direzione. Ogni procura sta procedendo in maniera autonoma, se emergessero elementi di collegamenti saranno trasmessi gli atti. C'è un coordinamento fra gli uffici, ma al momento noi procediamo per i decessi di Modena".

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