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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

Badanti illegali, cresce il business truffa anche nel Modenese

Si tratta di un vera e propria truffa delle agenzie sia ai danni di lavoratrici spesso non in grado di comprendere i contenuti delle proposte di lavoro, ma anche degli anziani e delle loro famiglie

L’illegalità nei rapporti di lavoro, quella sorta di imprenditoria “piratesca”, è purtroppo all’ordine del giorno. E ha colpito anche un mestiere che nonostante i pregiudizi è in forte crescita. Parliamo delle assistenti familiari, le cosiddette “badanti”.

Si tratta di un vero e proprio business delle agenzie che a guardare bene è invece una truffa vera e propria sia ai danni di lavoratrici spesso non in grado di comprendere i contenuti delle proposte di lavoro, ma anche degli anziani e delle loro famiglie. Entriamo nel dettaglio. Esistono soggetti che si presentano come agenzie “tutto compreso”, con tariffe mensili anche di 2.000 euro per le prestazioni di una assistente familiare a tempo pieno. Ma spesso, mentre l'anziano paga regolarmente l'agenzia, la lavoratrice non riceve nulla per mesi.

A volte si è scoperto che non esisteva alcun rapporto di lavoro, e l'anziano è stato chiamato in causa come responsabile delle illegalità. In tutta la provincia di Modena sono circa 10.000, per lo più donne e straniere, le badanti e gran parte di queste lamentano il loro inquadramento “illegale” che si presenta così: “ Il consulente svolgerà la propria opera con lavoro proprio senza assoggettamento dello stesso ad alcun vincolo di subordinazione verso il committente e senza obbligo disciplinare utilizzerà beni materiali di sua proprietà secondo metodiche d'avanguardia con l'utilizzo di tecniche e procedimenti operativi di sua esclusiva ed individuale scelta.”

Ovviamente, con tanta premessa, non potevano essere permesse ferie (ma al raggiungimento dell'anno si ottiene una settimana) o qualsivoglia altro diritto. Le cifre si aggirano intorno ai 900 euro mensili di salario onnicomprensivi per una prestazione che non ha limiti d'orario, e dove il riposo settimanale è di sole 12 ore, rispetto alle 36 del Contratto Nazionale. L'assenza di TFR, tredicesima, contributi ecc. ecc., porta ad una riduzione di costi superiore al 50% per l'agenzia. Proprio in questo 50% sta l'utile di questi “imprenditori”, che alle famiglie fanno pagare ben altre somme. Ecco perché si parla di truffa. Una situazione di illegalità rispetto alla quale deve crescere l'interesse di Istituzioni ed Organismi di controllo.

La Filcams/Cgil inizierà d'ora in poi a fare pubblicamente i nomi dei molti pirati che operano nel settore.

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