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Crac Banca Tercas, Gianpiero Samorì rinviato a giudizio

L'ex direttore dell'istituto di credito, Antonio Di Matteo, e l'avvocato Gianpiero Samorì sono i principali imputati del processo che si aprirà a Roma dopo la decisione di rinvio a giudizio. L'imprenditore modenese accusato di essere uno dei protagonisti del fallimento

Bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita e riciclaggio. Sono queste le pesanti accuse per le quali il Gup del Tribunale di Roma Giulia Proto ha decretato il rinvio a giudizio per quattordici persone, coinvolte a vario titolo nel crac finanziario di Banca Tercas. Tra il gruppo di imprenditori che dovranno sedere sui banchi degli imputati vi è anche l'avvocato modenese Gianpiero Samorì, volto noto del mondo imprenditoriale e politico dopo l'esperimento dei Moderati in Rivoluzione.

La Procura ha individuato proprio in Samorì una delle figure chiave del tracollo finanziario dell'istituto bancario, insieme con l'ex direttore Antonio Di Matteo. Secondo i Pm, infatti, Di Matteo e Samorì furono i principali tessitori di un'associazione a delinquere transnazionale che portò al crac, come si legge nei capi di imputazione. Samorì, per altro, era stato anche colpito da un sequestro preventivo di beni per ben 194 milioni di euro, poi revocato dalla Procura stessa.

Nei documenti, in riferimento ai nove imprenditori coinvolti, si legge: “si contesta d'essersi associati tra loro per commettere più delitti di ostacolo alle funzioni di vigilanza, di appropriazione indebita, di bancarotta e di riciclaggio, stabilendo relazioni privilegiate di affari incentrate sul ruolo ricoperto da Di Matteo all'interno della Cassa di Risparmio della provincia di Teramo e al fine di consentire a quest'ultimo una gestione proprietaria del patrimonio della banca e un potere assoluto di decisione delle pratiche di concessione di finanziamenti al di fuori dei protocolli di garanzia previsti”.

Per il reato di appropriazione indebita, gli imputati, si legge ancora, “si appropriavano, grazie a delibere carenti nell'analisi sulla capacita' di rimborso degli imprenditori affidati e spesso adottate in assenza dei requisiti di assoluta e improrogabile urgenza, di ingenti somme di denaro”.

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