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Cronaca

Fallisce società di trasporti, nove denunce per bancarotta fraudolenta

La Guardia di Finanza ha condotto un'operazione che ha portato alla luce i dettagli del crac di una nota azienda di logistica: denunciate 9 persone e sequestrati 189 automezzi per un valore di oltre un milione. Danni ai creditori per 7,5 milioni

Operazione di polizia giudiziaria conclusa dalla Guardia di Finanza di Modena a seguito del fallimento di una nota società di trasporti con sede nella provincia di Modena, che era divenuta un colosso nel settore della logistica internazionale: nove i soggetti denunciati a piede libero all’Autorità Giudiziaria ed eseguito il sequestro di beni distratti dal fallimento per importi milionari. Dopo la procedura concorsuale, si sono susseguiti una serie di fallimenti a catena di ulteriori imprese appartenenti al medesimo gruppo imprenditoriale, che formavano una vera e propria “galassia” composta da più di trenta aziende a ristretta base familiare, in parte con sede in Romania, spesso legate tra loro da consistenti rapporti di natura commerciale e finanziaria. Proprio su questi rapporti si sono concentrate le indagini che le Fiamme Gialle di Modena hanno sviluppato su delega della locale Autorità Giudiziaria.

Il dominus di tutte le vicende, accusato di aver dissipato volontariamente il patrimonio aziendale, è stato individuato nel rappresentante legale il quale, per il perseguimento di interessi personali, ha dissimulato il dissesto della società, sottraendo periodicamente denaro dai conti dell'impresa stessa, senza alcuna motivazione economicamente giustificabile. Le diverse ed ingegnose tecniche utilizzate per distrarre fraudolentemente il patrimonio della fallita sono state poste in essere con la fattiva collaborazione di un professionista qualificato come “consulente esterno”, ma in realtà stabilmente presente in azienda per seguire la gestione amministrativa e dettare disposizioni sulle rilevazioni contabili.

Tra queste, vi era l’artificiosa creazione di documenti attestanti “missioni di lavoro” in realtà mai eseguite, attraverso le quali l’amministratore ed i dirigenti dell’azienda giustificavano come “rimborsi chilometrici” i cospicui e sistematici prelievi dalle casse sociali di denaro destinato a coprire spese personali quali: abbonamenti pay-tv, biglietti per partite di calcio ed altro. In un’altra operazione, posta in essere con una società correlata, è stato simulato il pagamento anticipato di 18 anni del canone di affitto di un capannone industriale, per giustificare l’uscita dalla casse sociali di oltre un milione di euro, che era invece destinato ad investimenti immobiliari personali.

Lo stesso ingente parco automezzi, di proprietà o in leasing, di cui era dotata l’azienda sembrava essersi dissolto nel nulla. In merito, le ricerche avviate su tutto il territorio nazionale ed alla frontiera con i paesi dell’est europeo, ha consentito di recuperare e sottoporre a sequestro ben 189 automezzi, per un valore stimato in circa € 1.200.000. Peraltro, nel mese precedente a quello in cui è stato dichiarato il fallimento della società in questione, sono stati creati due trust esteri nei quali sono state fatte confluire quote societarie ed il proprio patrimonio immobiliare, in danno dei creditori privilegiati e chirografari dell’azienda fallita. 

Per le Fiamme Gialle l’ammontare complessivo delle distrazioni o degli occultamenti di patrimonio compiute in danno dei creditori è stato quantificato in circa 7.500.000 euro. All’esito delle indagini, che hanno interessato come detto più di trenta società nonché i soci ed i componenti degli organi sociali delle stesse, sono state deferite all'Autorità Giudiziaria nove persone a vario titolo, per i reati di bancarotta fraudolenta aggravata, omessa dichiarazione, omesso versamento di ritenute e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte in concorso.

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