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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca Caduti in Guerra / Corso Canal Grande

Uomini che odiano le donne: doppia condanna per uxoricidio

Dodici anni di carcere più sei in casa di cura per Alessando Persico, assassino di Barbara Cuppini. Quattordici anni di reclusione per Dario Solomita, il quale uccise a coltellate la moglie Giuseppa Caruso

La Giustizia ha fatto il suo corso e il Tribunale di Modena ha deciso: doppia condanna per omicidio volontario a due uomini che, lo scorso anno, uccisero le proprie donne. Ad entrambi, però, è stato riconosciuto il vizio parziale di mente.

CASO CUPPINI - Alessandro Persico, fiorentino di 43 anni, ex ingegnere del reparto "Granturismo" della Ferrari a Maranello, dovrà scontare una pena di dodici anni di carcere, cui si aggiungeranno altri sei in casa di cura. Così ha deciso il Gup di Modena Domenico Truppa al termine del processo con rito abbreviato. Il 19 giugno del 2011, Persico uccise a coltellate Barbara Cuppini, carpigiana di 36 anni, anch'ella dipendente Ferrari ma nel settore marketing. I due si frequentavano da qualche tempo, e l'omicidio avvenne nella casa di Serramazzoni di Persico, che si costituì il giorno dopo il delitto a Rovereto di Trento e fece anche ritrovare il coltello usato per uccidere. Il sostituto procuratore di Modena Claudia Natalini, che aveva coordinato le indagini dei carabinieri, aveva chiesto una pena di venti anni per l'imputato che da anni era in cura per disturbi psichiatrici.

CASO CARUSO - È stato invece condannato a 14 anni in abbreviato Dario Solomita, 41enne originario dell'Avellinese che la mattina del 22 marzo 2011 uccise a coltellate nella cucina di casa la moglie Giuseppa 'Pina' Caruso, 45 anni, dipendente del Comune di Carpi. La figlia piccola dei due, durante il delitto, dormiva ancora nella stanza accanto. Il titolare delle indagini, il pm Marco Niccolini, aveva chiesto una pena di sedici anni per Solomita, che agì in preda a un raptus di gelosia. L'uomo, come ricostruito dalla polizia, aveva installato una telecamera in casa con cui sorvegliava la moglie. Fu lui a chiamare il 113 subito dopo averla uccisa.

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