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Venerdì, 19 Agosto 2022
Cronaca Maranello

Accusato di costruire false Ferrari, assolto artigiano trapanese

"Ma quali false Ferrari? Le mie sono Barbuto Cars". Assolto un carrozziere di Castellamamre del Golfo, provincia di Trapani, accusato di avere falsificato le monoposto da Formula 1 del Cavallino Rampante

La linea era incondonfidibile, così come la livrea rossa fiammante. Ma non era una copia della monoposto Ferrari da Formula 1, bensì una Barbuto Car. In questo modo l'ha pensata il giudice che, dopo sei anni dall'avvio delle indagini, ha assolto Maurizio Barbuto, 40 anni, carrozziere di Castellammare del Golfo (Trapani): l'abile artigiano non aveva falsificato le auto di Formula 1 col marchio del Cavallino Rampante, il modello F2003, ma semplicemente aveva costruito dei modelli molto simili che lui chiama "Barbuto cars", tra l'altro privi di motore.

PROCESSO - Effettivamente, l'artigiano l'aveva sempre detto: "Ma quale contraffazione - ha sbottato il 'maestro' della carrozzeria - io non vendo le mie auto come Ferrari ma come Barbuto e non metto il logo della casa modenese, le fatture rilasciate agli acquirenti parlano chiaro". La seconda sezione penale del tribunale di Palermo gli ha dato ragione anche perché è stato provato che gli stemmi della Ferrari erano stati apposti sulle auto dai compratori successivamente all'acquisto.

INDAGINI - L'inchiesta iniziò a Modena quando alcuni militari della Guardia di finanza notarono le foto di una presunta falsa Ferrari su un sito internet: l'auto fu trovata e sequestrata in uno show car romano e poi ne fu individuata e sequestrata un'altra nella provincia barese. Il costruttore ha sempre detto di non aver falsificato le auto ma di costruire modelli da arredamento come un "bel quadro". "Una terza Ferrari - disse Barbuto - l'ho venduta in Germania, è verde e le hanno montato un simulatore di guida. Io ho sempre lavorato onestamente e non mi sono mai arricchito: per evitare di incappare nella violazione di normative sulla tutela dei marchi registrati, inviai anche alcune mail alla Ferrari, che tengo ancora conservate sul computer, ma non mi hanno mai risposto".

FERRARI FATTA IN CASA - Diversamente è andata a un costruttore di Merì, in provincia di Messina, che qualche giorno fa è stato condannato a un anno di reclusione per contraffazione e ricettazione: aveva acquistato un kit in Germania e, in completa autonomia, aveva costruito una copia della Ferrari F355. A quattro mesi, pena sospesa, è invece stato condannato l'acquirente dell'auto.

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