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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca

Il bilancio della Regione a tre anni dal sisma: "Saremo più forti di prima"

Il bilancio tracciato dal presidente Bonaccini e dall'assessore Costi: "Nessuna multinazionale ha abbandonato l'Emilia-Romagna, nessuna cassa integrazione con motivazione sisma è ancora attiva. Il lavoro proseguirà fino a che l'ultimo mattone sarà posato, coniugando trasparenza e legalità. La fascia di terra dove si produceva oltre il 2% del Pil nazionale sarà ricostruita più bella, più forte e più sicura di prima"

Le multinazionali non hanno abbandonato l’Emilia-Romagna, hanno al contrario aumentato le proprie unità produttive, che prima del terremoto erano 38 e oggi sono 42. Nessuna cassa integrazione con motivazione sisma è ancora attiva. É stato raggiunto il 60% della ricostruzione di abitazioni e imprese. Il lavoro proseguirà fino a che l’ultimo mattone sarà posato, coniugando trasparenza e legalità. La fascia di terra dove si produceva oltre il 2% del Pil nazionale sarà ricostruita più bella, più forte e più sicura di prima.

A tre anni dal terremoto del 2012, il presidente della Regione e commissario delegato  alla Ricostruzione Stefano Bonaccini e l’assessore alla Ricostruzione post sisma Palma Costi hanno presentato alla stampa dati e numeri sulla ricostruzione, tracciando un bilancio del lavoro svolto e di quanto rimane da fare.

“La trasparenza è la pre-condizone del lavoro che è stato e sarà fatto: tutti devono sapere come viene speso fino all’ultimo euro - ha commentato Bonaccini illustrando il sito della Regione dove sono immessi e costantemente aggiornati i dati relativi alla ricostruzione -. Lavoriamo anche per la semplificazione, che deve però andare di pari passo con la difesa della legalità”. Si continuerà a operare per lo snellimento della burocrazia, “ma senza abbassare di un centimetro l’asticella dei controlli - ha aggiunto Bonaccini -. C’è ancora tanto da fare, ma siamo determinati: non saremo tranquilli fino a che non sarà posato l’ultimo mattone. È per questo che, dopo aver ottenuto dall'Unione europea la proroga per gli interventi sui fabbricati danneggiati delle imprese agricole, ora attendiamo fiduciosi che a breve arrivino le risposte positive del Governo alle richieste che, assieme ai sindaci dei Comuni colpiti, abbiamo avanzato: dalla proroga al 2017 dello stato di emergenza alle proroghe fiscali, per arrivare all'istituzione delle cosiddette zone franche urbane con lo stanziamento ad hoc di un fondo di 50 milioni di euro. Questa fascia di terra dove si produceva oltre il 2% del Pil nazionale rinascerà più bella, più forte e più sicura di prima”.

Il presidente ha anche ricordato, tra le richieste avanzate al Governo, lo stanziamento delle risorse ancora necessarie per completare la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali: “Circa 800 milioni - ha detto - che dovranno arrivare, perché non vogliamo un euro in più, ma neppure un euro in meno di quanto serve”.

A presentare i dati della ricostruzione di imprese, abitazioni, opere pubbliche e quelli relativi all’assistenza alla popolazione è stata l’assessore Palma Costi: “Nessuna multinazionale ha abbandonato la nostra terra, eppure quel rischio c’era. Nessuna cassa integrazione con motivazione sisma è attiva, i dati del 2014 confermano al contrario una ripresa dell’occupazione. Le risorse stanziate restano in larga parte sul territorio: l’80% delle imprese impegnate nella ricostruzione delle abitazioni sono emiliano-romagnole”. Per quanto riguarda la semplificazione, Costi ha annunciato che ad inizio giugno si svolgerà il “Liquidation day”, dove gli esperti della struttura commissariale illustreranno nel dettaglio ai tecnici tutte le modalità per ottenere la liquidazione dei contributi.

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