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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca Piazza XX Settembre

Piazza XX settembre, l'arte di Della Casa per nascondere il cantiere

Il pittore modenese, a partire da foto storiche, ha creato immagini e giochi di colore all'acquarello riprodotti su quattro teli. È stata installata la prima parte dell'opera

Giochi di colore e giochi di parole, tra suggestioni di memoria e voli di fantasia. A partire da immagini fotografiche storiche di piazza XX settembre recuperate negli archivi, l’artista modenese Giuliano Della Casa, ha realizzato i disegni all’acquarello che riprodotti su quattro teli in pvc microforato, vanno a coprire la gabbia che protegge il cantiere per i lavori di realizzazione dei nuovi servizi in piazza. Una prima parte dell’opera è stata installata questa mattina, giovedì 12 settembre, e sarà dunque visibile ai frequentatori degli appuntamenti del festival filosofia che si svolgono nella tensostruttura allestita in piazza XX settembre. L’opera completa sarà installata dopo il festival, quando il cantiere sarà ampliato, e farà bella mostra di sé fino al termine dei lavori.

“Grazie alla generosa e gratuita collaborazione con un grande artista come Giuliano Della Casa – spiega l’assessore al Centro storico Stefano Prampolini – abbiamo scelto una soluzione estetica e creativa che, ne sono convinto, piacerà ai modenesi e diminuisce l’impatto visivo dei lavori per dare ai modenesi una piazza XX settembre più bella e funzionale. Al termine del cantiere, d’accordo con l’autore – anticipa Prampolini –  l’opera sarà destinata ad una raccolta fondi il cui ricavato andrà in beneficenza al Caritas Baby Hospital di Betlemme, che è l'unica struttura ospedaliera pediatrica moderna situata accanto al muro di divisione fra la città della Natività e Gerusalemme e riceve bambini bisognosi di cure senza distinzione di religione o nazionalità. Privo di sovvenzioni governative, l'ospedale vive grazie alla solidarietà di tutto il mondo”.

Dalla fantasia e dai pennelli di Giuliano Della Casa sono nate per piazza XX settembre emozioni in forma di colore, lettere e parole che diventano immagini, e immagini che nascono da giochi di parole. Ad esempio, “venti di settembre” si richiama al nome della piazza e alle brezze settembrine, e si traduce nella figura di uno spazzino di una volta, con il carretto d’ordinanza, che cerca di raccogliere fogli policromi che volano via. In un altra parte del telo è dipinto un testo concreto: parole frantumate e leggibili solo in parte, frammentate, sviluppo di un discorso che allude alla piazza e allo stile dell'autore. Nei teli che saranno installati successivamente sono raffigurati due innamorati seduti a un tavolino di un bar circondati da labbra rosse, e altri giochi di colore con un richiamo a una vecchia fontana della piazza visibile nelle foto storiche.

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