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Polizia, il numero degli agenti sul territorio è fermo al 1989

Botta e risposta tra sindacato Silp e il Prefetto sulla dotazione organica della Polizia di Stato. Il Silp: "Una congiura del silenzio sta consentendo il fallimento della Polizia". Di Bari replica: "Numero agenti è consono a legge del '89, ma i parametri non sono più adeguati"

Dopo il Consiglio Comunale straordinario sul tema della sicurezza cittadina, gli animi si sono riscaldati e la polemica è divampata da più parti, coinvolgendo il Prefetto di Modena in prima persona. All'indomani dell'assemblea cittadina infatti, il Silp, sindacato dei lavoratori di polizia afferente alla Cgil, ha lanciato la propria denuncia nei confronti delle attuali strategie economiche e gestionali della Polizia di Stato sul territorio modenese e non solo.

"Dopo anni di tagli lineari e inconcludenti revisioni di spesa, ispirate all’errata convinzione che tagliare potesse essere in qualche modo sinonimo di  ‘risparmiare’, i cittadini oggi possono contare su una Polizia menomata, male equipaggiata e non adeguatamente formata – scriveva il Silp in una nota – É quanto emerge anche dall’ultimo confronto semestrale tenutosi a gennaio nella Questura di Modena, che non riesce a garantire un’adeguata formazione professionale e aggiornamento degli operatori, in continuo affanno, sempre alla rincorsa dell’emergenza da affrontare e dove la stessa gestione dell’attività ordinaria diventa emergenza”.

Ma il tema centrale è quello delle carenze di organico. “Non vogliamo essere catastrofici, stiamo solo rilevando la vera realtà e non la realtà verosimile che tutti i giorni i Prefetti e Questori di tutta Italia forniscono ai cittadini – prosegue il Silp - In psicologia il meccanismo difensivo che porta a nascondere la diagnosi al malato morente si chiama ‘la congiura del silenzio’ e non è altro che il frutto dell’errata convinzione che pronunciare  la diagnosi significhi uccidere il malato. Questo è stato il meccanismo utilizzato anche dall'attuale Prefetto della nostra provincia, il quale dichiarando, in una seduta straordinaria del Consiglio Comunale dedicato alla “Sicurezza sul Territorio”, che gli organici delle forze dell'ordine (e quindi anche della Questura di Modena) sono dal punto di vista tecnico “adeguati”, non ha voluto pronunciare la diagnosi, negando al malato anche l’ultimo barlume di speranza di guarigione”.

Pronta la replica di Michele Di Bari, che ha spiegato le ragioni tecniche delle proprie dichiarazioni: “Nessuna sottovalutazione, ma il numero di agenti sul territorio è in linea con quanto prevedono le dotazioni stabilite nel 1989 – ha dichiarato all'agenzia Dire - É chiaro che ad oggi sarebbero da rivedere in base alla mutata realtà socio-economica modenese”. Anche per Di Bari, dunque, è necessario che, in sede di programmazione nazionale, si “tenga conto di tale trasformazione".

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