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Cronaca Finale Emilia / Massa Finalese

Processi: pedofilia, niente assoluzione per i coniugi Covezzi

La Cassazione ha respinto la sentenza di assoluzione in secondo grado per Delfino e Lorena Covezzi, precedentemente accusati di atti di pedofilia sui loro quattro figli. Il calvario giudiziario era iniziato nel 1988

Niente assoluzione. Così ha deciso la terza sezione della Corte di Cassazione annullando con rinvio la sentenza di secondo grado che aveva assolto i coniugi Delfino e Lorena Cavezzi, coppia originaria di Massa Finalese (frazione di Finale Emilia): i due erano stati condannati in primo grado dal Tribunale di Modena a 12 anni per atti di pedofilia sui loro quattro figli. Ora la palla torna alla corte d'Appello di Bologna.

ODISSEA - Il calvario giudiziario della famiglia Covezzi è iniziato nel lontano 1988: inizialmente, era stata formulata anche l'accusa di riti satanici, poi caduta, e nell'indagine erano stati coinvolti un nonno dei bambini e un sacerdote. Il sottosegretario modenese Carlo Giovanardi ha espresso la propria vicinanza ai coniugi ancora una volta nella bufera: "Come presidente dell'Osservatorio della Famiglia e dell'Osservatorio dell'Infanzia non posso che esprimere sconcerto e indignazione perché, dopo 13 anni di calvario, continua l'odissea dei coniugi Covezzi, dei loro quattro figli che non hanno più visto e del quinto figlio che vive esule in Francia con la madre da quasi dieci anni. Il pm della causa aveva annunciato la volontà di non impugnare la sentenza. L'ultimo giorno utile, non il procuratore generale ma il suo sostituto ha impugnato la sentenza".

SERVIZI SOCIALI - Nel mirino del senatore Pdl finiscono i servizi sociali del Comune di Finale Emilia: "Per quanto ci riguarda, facendoci carico proprio dei drammi dei cittadini comuni, abbiamo risposto ad interpellanze in Parlamento, mettendo in luce tutte le distorsioni e le anomalie, specialmente quelle riferibili ai servizi sociali che hanno creato il caso Covezzi, rilevate anche dalla sentenza assolutoria di appello. C'é da domandarsi, a questo punto, se può definirsi giustizia quella che arriverà a mettere un punto fermo sulla vicenda, comunque fuori tempo massimo, quando una famiglia italiana, anche se alla fine ritenuta innocente, ne uscirà totalmente distrutta".

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