Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Finanziamenti alle cliniche private, concluse le indagini del "caso Hesperia"

La Procura della Repubblica di Bologna ha fatto sapere che le indagini sul caso pagamento di prestazioni sanitarie non esistenti fatte dalla Regione sono concluse. Esse erano state mosse dall'Hesperia, che si dichiara soddisfatta

Era il 13 Giugno dell'anno scorso quando l'Ospedale Hesperia denunciò la Regione per concussione, abuso d'ufficio e concussione. Il Gruppo Garofalo, proprietario dell'Hesperia sosteneva che l'ex Presidente Errani, l'assessore Carlo Lusenti e il direttore generale all'assessorato alla Sanità Tiziano Carradori, avessero pagato a due cliniche emiliane, una di Reggio e una di Bologna, prestazioni sanitarie inesistenti solo per colmare l'over budget prodotto da una terza clinica afferente allo stesso gruppo. La motivazione di tanta indignazione da parte dell'Hesperia nasce per il fatto che le due cliniche sarebbero di proprietà del Gruppo Sansavini, proprietaria delle tre cliniche imputate: Villa Torri a Bologna (216 interventi su 420 pagati), Villas Salus Hospital a Reggio Emilia (109 interventi su 255 pagati) e Maria Cecilia Hospital a Ravenna (912 interventi su 780 pagati).

LUCENTI E CARRADORI SI SONO SEMPRE DICHIARATI INNOCENTI. I due imputati hanno sempre sostenuto che: "Confermiamo la nostra convinzione di avere agito con trasparenza e nel pieno rispetto delle regole poste a tutela della salvaguardia e del buon funzionamento della sanità regionale. Forniremo come sempre la massima collaborazione alla magistratura". Quindi quattro mesi dopo lo scandalo Lucenti ha cominciato ad attaccare l'Hesperia per le sue scelte dirigenziali, mentre veniva criticato dal Gruppo Garofalo per non aver mai accettato un incontro per chiarire la situazione attorno ad un tavolo.

FINE DELLE INDAGINI. Dopo un anno dallo scandalo la Procura della Repubblica di Bologna ha notificato all'assessore Lusenti, al direttore generale Carradori e al dirigente del'assessorato Bruna Baldassarri la fine delle indagini. Si apre ora una fase successiva delle indagini in cui i diretti interessati porteranno ulteriori elementi di approfondimento, che potranno confermare insieme alla piena legittimità di tutti gli atti adottati dalla Giunta regionale anche la correttezza personale e professionale dell’assessore e dei dirigenti coinvolti.

SODDISFAZIONE DEL GRUPPO GAROFALO PER LE INDAGINI. "Apprendiamo con notevole soddisfazione l’esito delle indagini - ha dichiarato il prof. Avv. Alessandro Diddi, legale del gruppo Garofalo-Hesperia - un anno fa eravamo stati accusati di aver calunniato, e qualcuno aveva addirittura osato di affermare che avremmo pagato caramente la nostra iniziativa. A quanto pare, le indagini hanno dato una risposta del tutto diversa. Spiace semplicemente che in questo Paese, se non ci si vuole piegare alla burocrazia occorra chiedere l'intervento dell’Autorita’ Giudiziaria penale. Va sottolineato il coraggio, oltreche’ la determinazione, del Gruppo Garofalo, che sicuramente non si e’ voluto rassegnare ai soprusi perpetrati dalla Regione Emilia Romagna. Adesso attendiamo il prossimo passaggio processuale costituito dalla richiesta di rinvio a giudizio”.

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