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Alluvione, tane di animali e pioggia le cause del cedimento dell'argine

Tane di animali che perforano i terrapieni, unitamente alle copiose piogge: queste le ipotesi più accreditate da Aipo per il cedimento dell'argine lungo il Secchia. Errani: “Manutenzione costante, non si può parlare di incuria”

Anche se la fase emergenziale resta in primo piano, dal momento che la falla lungo l'argine del Secchia non è ancora stata riparata e l'acqua avanza verso i centri abitati della Bassa, è inevitabile che le autorità competenti – tanto quanto i comuni cittadini – si interroghino sulle cause di questo disastro. Il tavolo operativo del Centro di Protezione Civile ha cercato di fornire prime spiegazioni anche in merito, dopo aver ascoltato i tecnici Aipo, l'autorità competente in materia.

Come gli stessi tecnici hanno illustrato, la falla del Secchia è avvenuta in un tratto di alveo rettilineo, regolarmente sottoposto a manutenzione attraverso periodici sfalci. L’ultimo intervento è stato concluso poche settimane fa  - il 5 dicembre scorso – e durante le ispezioni non erano stati ravvisati segnali che potessero in alcun modo preoccupare. Tra il 5 dicembre e il 19 gennaio non si sono verificati episodi che abbiano potuto in alcun modo potuto costituire un pericolo per la solidità dei terrapieni.

Anche per questo, l'ipotesi più accreditata dalla stessa Aipo è che il cedimento sia dipeso da perforazioni causate da animali che costruiscono le loro tane proprio nei terreni argillosi degli argini. Nutrie, come più spesso sottolineato anche nel gergo comune, ma anche tassi e volpi, contro le quali la Provincia aveva addirittura rilasciato speciali permessi di caccia nelle ultime annate. Ma anche l’eccessivo carico delle precipitazioni potrebbe aver giocato un ruolo chiave nell'apertura della falla. "Abbiamo fatto delle ipotesi ma visto che manca il corpo del reato che è stato portato via dal corso delle acque, diventa difficile stabilirlo con certezza - ha spiegato il responsabile dell'area di Modena di Aipo, Gianluca Zanichelli - Sappiamo che in maniera ricorrente si verificano queste tane di animali che ci vengono segnalati e noi riprendiamo man mano. In questo caso non ci è stato segnalato nulla, ma non è da escludere".

Non essendovi ragioni conclamate, al termine della fase emergenziale, saranno avviati gli interventi per approfondire le cause reali, come sottolineato dallo stesso Presidente della Regione Vasco Errrani al tavolo di coordinamento della Protezione Civile. Errani ha sostenuto convintamente come “non si possa parlare di mancata manutenzione”.

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