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Cronaca

Sicurezza e criminalità, la Cgil: “Misure locali sono possibili”

Il sindacato confederale delinea alcuni realistici interventi per aumentare l'efficienza delle Forze dell'Ordine sul territorio, nonostante il quadro nazionale di taglio delle risorse. Si va dalla “sala di regia” comune all'integrazione fra i diversi Corpi

La classifica presentata dal Sole 24 Ore alcuni giorni or sono ha visto migliorare la posizione di Modena in merito ai reati commessi nell'ultimo anno solare, ma il tema della sicurezza resta dibattuto. Anche la Cgil interviene in merito, ribadendo come la percezione di insicurezza sia ancora molto elevata, in particolar modo per quanto riguarda il fenomeno dei furti in abitazione, che ha segnato un aumento significativo.

Il sindacato confederale sottolinea da un lato le difficoltà che i Corpi modenesi delle forze dell’ordine stanno attraversando per le carenze di organico e di risorse, ma insiste poi su alcune misure concrete che gli enti locali potrebbero adottare per efficientare il comparto sicurezza. Un approccio molto realistico e che propone una sfida a fare - qui ed ora - alcune "riforme locali" possibili, necessarie e senza costi aggiuntivi, in attesa di auspicabili interventi strutturali a livello nazionale. 

“Anche a Modena, ogni Corpo di Polizia ha tuttora una sua autonoma Sala Operativa cui vanno aggiunte altre sale "minori" nell'ambito di alcune specialità. L'appello è rivolto alle Autorità – spiega la Cgil – ed a tutti i parlamentari locali, affinché si richieda la possibile attivazione, seppur a titolo sperimentale, di una Struttura Operativa Unificata, con enorme risparmio di risorse ed evidente guadagno in efficienza. Analogamente, è possibile determinare una ragionevole ed urgente "cogestione" dell'attuale articolato sistema di videosorveglianza. Siamo oggi al paradosso di un unico sistema e più punti di visione e controllo contemporanei per ognuno dei Corpi di polizia locale e di stato, con evidente dispersione di personale”.

Si tratta perciò, a ben vedere, di misure di razionalizzazione delle strutture esistenti. La Cgil suggerisce poi di lavorare affinché venga superata l'attuale marginalità dei Posti Integrati di polizia in città e nei principali centri urbani, rafforzando la presenza di poliziotti, carabinieri e vigili di quartiere, ma anche per ridurre gli sprechi.

L'attuale struttura organizzativa territoriale è molto antica e disomogenea per gli altri Corpi: tre Commissariati, quattro sedi di Polizia Stradale, quattro distaccamenti della Finanza, quattro Compagnie, due Tenenze e trentanove Stazioni dei Carabinieri. Con duplicazioni, carenze e scoordinamenti evidenti ed ormai ingiustificati che convivono. “Per mettere mano ad una possibile razionalizzazione territoriale, siamo convinti non sia necessario un Decreto dei Ministeri interessati – spiega il sindacalista Franco Zavatti, che poi conclude – In ogni caso, il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza sarebbe la sede istituzionale opportuna per avviare una seria ipotesi sperimentale di riorganizzazione delle sedi e delle forze, nell'interesse della sicurezza e legalità per l'intera comunità modenese”.

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