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Cronaca Via Saragozza / Viale delle Rimembranze

Chioschi nel Parco Rimembranze, chiesto il processo per abuso edilizio

Archiviate le ipotesi per abuso d'ufficio e scagionato l'ex sindaco Pighi, restano in piedi le ipotesi di abuso edilizio e uso illecito di beni culturali, che riguardano assessori, dirigenti e Soprintendenti. Intanto il Comune ricorre in Cassazione per il dissequestro.

Novità significative nella controversa vicenda dei chioschi nel Parco delle Rimembranze. Mentre l'area sotto sequestro giace in stato di imbarazzante degrado, la battaglia si combatte nelle aule della Procura. L'Amministrazione è stata informata oggi delle ultime decisioni dei PM, che hanno smontato le accuse di abuso d'ufficio elevate in precedenza nei confronti di nove indagati, tra cui l'ex sindaco Giorgio Pighi , così come è caduta anche l'ipotesi del reato di danneggiamento del patrimonio storico-artistico.

Ma la partita è tutt'altro che chiusa. La Procura ha infatti chiesto il processo per altri componenti della passata amministrazione – gli assessori Sitta e Prampolini – per uso illecito di beni culturali, nonché per i dirigenti del settore urbanistica, con l'accusa di abuso edilizio.

Intanto i cantieri con gli scheletri delle baracchine restano sotto sequestro, dopo l'ennesima bocciatura al Tribunale del Riesame. Il Comune di Modena ha però ufficializzato che presenterà ricorso in Cassazione. Lo annuncia l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli sottolineando come “il Tribunale abbia comunque riconosciuto nelle motivazioni del provvedimento le novità apportate dall’amministrazione al progetto riducendone l’impatto ambientale (meno chioschi, niente cemento nelle colonne di sostegno, materiali permeabili per le aree pertinenziali) e la correttezza della competenza della giunta all’approvazione del progetto preliminare e delle relative varianti”.

Alla luce delle scelte della Procura, l'assessore Vandelli commenta così: “Si ridimensiona in modo significativo l’impianto accusatorio e la richiesta di archiviazione relativa all’abuso d’ufficio è di particolare rilievo perché riguarda il reato più grave tra quelli ipotizzati: si esclude espressamente, infatti, la volontà di tutti gli indagati di aver agito per favorire interessi privati”.

I contenuti del ricorso in Cassazione sono in corso di approfondimento, anche alla luce delle novità dell’indagine e dei limiti dello strumento. Nel frattempo verrà completato il percorso della variante al regolamento urbanistico edilizio (Rue) adottata dal Consiglio comunale nei mesi scorsi. “Prevediamo di concludere l’iter con l’approvazione definitiva entro febbraio – annuncia l’assessore Vandelli – ed è importante che l’ordinanza del Tribunale abbia riconosciuto, diversamente dal provvedimento precedente, la legittimità del procedimento di variante al Rue con la quale si riconosce espressamente che nei parchi pubblici e possibile realizzare le strutture per consentire una migliore fruizione e la sicurezza dell’area. La riqualificazione del parco – conclude l’assessore – rimane il nostro obiettivo”.

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