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Cronaca Via Alessandro La Marmora

Immigrazione: malato psichiatrico al Cie, "Valutare percorso di tutela"

Nella giornata di ieri manifestazione della Rete Primo Marzo davanti al Cie di via Alessandro La Marmora: "Qui privazione dei diritti umani, intervenire subito con l'abolizione della Bossi-Fini"

Il caso del giovane africano affetto da patologia psichiatrica è stato preso in considerazione nella giornata di ieri per valutare il da farsi dal punto di vista medico e giuridico e per individuare quale "percorso di tutela avviare sul territorio". Lo ha reso noto Cecile Kyenge, consigliere provinciale Pd e portavoce della rete Primo Marzo in una manifestazione davanti al Cie di Modena. La vicenda era stata resa nota nei giorni scorsi con un'interpellanza urgente presentata dalla stessa Kyenge, assieme ai colleghi consiglieri provinciali Pd Fausto Cigni, Elena Gazzotti e Luca Gozzoli.

Nel Cie, ha poi aggiunto Kyenge "hanno rafforzato le misure di sicurezza cambiando e cementando le sbarre, riconfermando così la misura detentiva dei reclusi. La rete Primo marzo ribadisce con forza la necessità di arrivare ad una abrogazione della legge Bossi-Fini nazionale e a livello europeo alla chiusura dei Cie". La Rete Primo Marzo inoltre ha denunciato i casi di due 'ospiti' del Cie a Modena per puntare l'attenzione sulla privazione dei diritti umani. Tra i 35 ospiti infatti ci cono "un ragazzo giunto in Italia all'età di 8 anni, che ha completato tre cicli di studi arrivando alla maturità e che dopo 22 anni qui, benché abbia la famiglia residente sul territorio, è privo di permesso di soggiorno", e un altro "proveniente dalla Nigeria che "lavorava da dieci anni come operaio in una ditta della provincia, il cui datore non ha mai voluto procedere alla regolarizzazione e il ragazzo non poteva pagare la cifra richiesta, come invece hanno fatto gli altri colleghi".

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