Cie Modena, ancora nulla di fatto per gli stipendi arretrati

Considerata l'incapacità di pagamento da parte del Consorzio L'Oasi, i lavoratori si aspettano che sia la Prefettura di Modena, in qualità di committente, a sostituirsi al Consorzio e versare quanto dovuto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Come è noto, il Centro di Identificazione ed Espulsione (Cie) di Modena è chiuso dal 14 agosto, per permettere i necessari lavori di ristrutturazione. Il Consorzio L'Oasi nei giorni scorsi ha correttamente comunicato al sindacato l'intenzione di prorogare la Cigs in deroga inizialmente sottoscritta per 3 mesi.

Martedì 26 novembre, quindi, il Consorzio e la FP/Cgil si incontreranno per sottoscrivere la richiesta di proroga della Cassa Integrazione fino al prossimo 31 dicembre, nell'attesa di capire se e come sarà possibile accedere alla Cigs in deroga per l'anno 2014 (al momento può essere autorizzata solo per l’anno scorso), considerato infatti che non è ipotizzabile a breve la riapertura del Cie. Ciò permetterà ai lavoratori di continuare ad avere una (seppur modesta) copertura economica nell'attesa di poter tornare a svolgere il proprio lavoro. Ed a proposito di condizioni economiche, è necessario ricordare che gli operatori del Cie di Modena sono ancora in attesa di ricevere le mensilità di luglio ed agosto. Considerata l'incapacità di pagamento da parte del Consorzio L'Oasi, i lavoratori si aspettano che sia la Prefettura di Modena, in qualità di committente, a sostituirsi al Consorzio e versare quanto dovuto, così come accaduto per tutti gli stipendi da novembre 2012 a giugno 2013.

È per questo che la FP/Cgil ha chiesto un incontro al Prefetto, per essere informata sullo stato della situazione ed esplicitare l'assoluta necessità che entro fine anno i lavoratori ricevano le mensilità arretrate, per permettere di fare fronte con maggiore tranquillità alle necessità familiari, già messe a dura prova dai passati ritardi nei pagamenti dello stipendio e dall'attuale stato di cassa integrazione. 

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