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Cronaca Carpi

Inchiesta appalti in Lombardia, anche Cmb nel tritacarne

Sotto accusa i compensi versati dalla cooperativa edile carpigiana all'avvocato Carmen Leo, ai domiciliari per i presunti appalti guidati della società regionale Infrastrutture Lombarde. Per il Gip vi sarebbe “grave e compromettente commistione di interessi”

L'inchiesta della Procura di Milano sulla società regionale Infrastrutture Lombarde (Ilspa), che ha visto i primi ordini di custodia cautelare per associazione a delinquere, sta avendo risvolti significativi anche sul territorio modenese. Tutto ruota intorno a Ilspa e ad alcuni studi legali, che secondo l'ipotesi accusatoria del Gip del tribunale di Milano Andrea Ghinetti, avrebbero operato in conflitto di interessi o addirittura con il preciso scopo di mobilitare “mazzette” di diverse aziende per l'assegnazione degli appalti di grandi infrastrutture in Lombardia.

Insieme all'avvocato Macrì, dello studio al centro dei sospetti, è finita agli arresti domiciliari anche Carmen Leo, il cui nome si lega a doppia mandata con quello di Cmb, il colosso cooperativo carpigiano dell'edilizia. Sotto inchiesta vi è un compenso da 950mila euro che l'avvocato Leo avrebbe percepito da Cmb, o meglio da Progeni, un'azienda partecipata che ha ricevuto la concessione dell'appalto per la realizzazione del Nuovo Ospedale Niguarda di Milano. Proprio Ilsa è la società incaricata di gestire le committenze per il grande polo ospedaliero meneghino, così come per quello di Varese, la cui costruzione è stata aggiudicata ad un'Ati di cui Cmb è capofila.

A chiudere il cerchio, il Gip ha evidenziato che la grande cooperativa carpigiana figura anche tra i soci del Consorzio Torre, ovvero quel gruppo di imprese incaricato di realizzare il nuovo Palazzo Lombardia, ed ha lavorato anche per Sviluppo Sistema Fiera, con la quale l'avvocato Carmen Leo ha un rapporto professionale duraturo.

Un intricato gomitolo di rapporti tra diversi soggetti insomma, del tutto plausibile e “naturale”, nel quale però il Tribunale di Milano vuole vedere più chiaro. Si tratta in estrema analisi di dimostrare che il rapporto tra Cmq e lo studio legale sia stato in qualche modo fonte di vantaggio nell'assegnazione degli appalti, cosa verificabile solo se sarà comprovato un passaggio di denaro a tale scopo. Un altro brutto colpo per la coop nostrana, cui evidentemente gli ospedali non portano grande fortuna, visto che due anni fa vennero indagati due dirigenti per il faraonico complesso di Cona, a Ferrara. Oggi, con la cassa integrazione che è stata attivata per 260 dipendenti, Cmb naviga in acque sempre più turbolente.

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