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Cronaca Carpi

“Martire della giustizia”, Carpi ricorda Paolo Borsellino

Cerimonia di commemorazione questa mattina presso il murale dedicato al magistrato siciliano, nel 23esimo anniversario della strage di va D'amelio. Un appello unanime a fare memoria con rinnovato impegno civico

Alle 10.30 di oggi, nell'assolato Piazzale della Meridiana a Carpi, si è svolta la commemorazione della strage di via D'amelio, proprio davanti al murale dedicato a Paolo Borsellino ed alla sua scorta, realizzato due anni or sono dai giovane dell'Associazione culturale Il Mostardino. Una cerimonia patrocinata dal Comune di Carpi, in collaborazione con la Onlus La Caramella Buona e CNA-Fita.

Al momento di riflessione, accompagnato dalla deposizione di un mazzo di fiori, hanno infatti partecipato l'Assessore alle Politiche Giovanili Milena Saina, il Presidente della Onlus La Caramella Buona Roberto Mirabile e la Presidente nazionale di CNA-Fita Cinzia Franchini.

A 23 anni dalla tragedia che spezzò la vita del magistrato palermitano e di cinque agenti della sua scorta, l'Assessore Saina ha scelto proprio alcune parole di Borsellino per focalizzare l'attenzione sul ruolo dei giovani: “La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”. Saina ha poi parlato di un “segno di speranza”, interpretato oggi da tante persone che cercano la legalità con una “quotidianità onesta”.

Quella quotidianità che Cinzia Franchini ha ormai sperimentato sulla propria pelle, dopo le aperte minacce ricevute da ambienti mafiosi per il suo ruolo di portavoce dei trasportatori CNA. “Un martire della giustizia – così Franchini ha definito Borsellino – Un esempio di come lo Stato dovrebbe essere: rigoroso, puntuale, attento. Grande esempio di quel senso civico che deve essere il nostro faro quotidiano”.

Inevitabile un accenno all'attualità con la criminalità mafiosa prepotentemente ascesa alle cronache locali, dopo gli scandali CPL e soprattutto dopo l'inchiesta Aemilia contro la 'ndrangheta cutrese trapiantata tra Modena e Reggio Emilia. “Pensavamo di avere gli anticorpi – ha amaramente commentato la Franchini - ma Aemilia ci sta insegnando che così non è e che non possiamo semplicemente girarci dall'altra parte”.

La riflessione di Roberto Mirabile giornalista e presidente de La Caramella Buona – associazione che da quasi vent'anni si batte contro la pedofilia – ha invece toccato il tema delicato dei beni confiscati: “Ci sono beni sottratti ai criminali mafiosi e ancora fermi da anni e questo fa ancora più male. Una dimenticanza inaccettabile Il 'buon giornalismo' è un potente nemico delle mafie e deve vigilare, per impedire che lo Stato si renda complice di questa dimenticanza”.

Il Vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina, ha affidato il proprio saluto ad una lettera: “Le commemorazioni servono a non dimenticare ma, per onorare davvero queste persone e non rendere vano il loro sacrificio bisogna, ogni giorno, agire con spirito di giustizia, consci del fatto che dove manca la giustizia non può che esserci una decadenza morale che si ripercuote a tutti i livelli della società con conseguenze devastanti. Oggi più che mai – prosegue Cavina – è importante tenere a modello quegli uomini e quelle donne che, non da eroi ma da persone per bene, furono coerenti fino a dare la propria vita in nome di ciò che credevano giusto. Questo affinché un giorno potremo finalmente pronunciare la frase: 'c’era una volta la mafia'".

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