Nuova didattica delle “competenze trasversali”, sperimentazione per 1800 studenti modenesi

La nuova metodologia didattica punterà principalmente a far acquisire le competenze più richieste dal mercato del lavoro: la capacità di individuare le possibili migliori soluzioni ai problemi (problem solving) e la disponibilità a lavorare e collaborare con gli altri (team working)

Unimore, dopo aver acquisito nel 2016 l’accreditamento di qualità dei suoi corsi, guarda oltre e si pone nuovi obiettivi, nuovi orizzonti ancora più ambizioni che allineino la sua didattica alle migliori università europee e internazionali, garantendo ai suoi laureati un vantaggio competitivo nel mercato del lavoro ei renderli ancora più pronti all’inserimento nel sistema industriale e sociale. Gli standard europei sollecitano, infatti, le università a sviluppare le “life skill” in ambito formativo. Unimore dal 2017 ha attivato un ambizioso progetto volto all’acquisizione, da parte degli studenti, di competenze trasversali attraverso la riprogettazione delle strategie e metodologie didattiche.

Il progetto, che è stato finanziato dal MIUR, coinvolge nella prima fase di attività 32 insegnamenti (16 del gruppo in sperimentazione e 16 del gruppo di controllo) inseriti nei corsi di laurea di diversi dipartimenti. I docenti aderenti al progetto, all’interno di un percorso formativo sull’innovazione didattica, hanno quindi riprogettato i loro insegnamenti, definendo l’utilizzo di metodologie di apprendimento attivo degli studenti quali il Team-based Learning, il Problem based Learning, la Peer review. Tali competenze, considerate fondamentali nei contesti aziendali e indispensabili per un corretto esercizio della propria professionalità, verranno misurate attraverso test standardizzati rivolti agli studenti coinvolti nella sperimentazione.

COMPETENZE TRASVERSALI - Le più importanti riguardano le attitudini dell’individuo nelle sfere della collaborazione, comunicazione, pensiero critico e creatività. Ma la lista di queste capacità è lunga e include per esempio quelle di autonomia, diagnosi, decisione, leadership, organizzazione del tempo e del lavoro, adattamento a diversi ambienti, conseguire obiettivi, risolvere problemi, spirito di iniziativa, flessibilità, visione d’insieme, resistenza allo stress, e si potrebbe continuare. 

Ogni individuo può certamente avere doti naturali in relazione ad una o più di queste competenze. Tuttavia, è ormai accertato che i giovani possono essere “allenati” ad esprimere al meglio queste doti con tecniche che possono essere “apprese”: Le soft skills possono essere “insegnate”. 

E’ con questa consapevolezza e in questa prospettiva, che Unimore ha lanciato un progetto di sperimentazione didattica, che si inserisce nel panorama delle azioni della Programmazione Triennale 2016-18 finanziate dal MIUR, rivolto a ridefinire le strategie didattiche dei propri docenti per realizzare una didattica progettata per competenze che sviluppi – e riesca a valutare – le competenze trasversali dei propri studenti, integrate con le competenze disciplinari proprie dei singoli insegnamenti. 

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