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Mercoledì, 6 Luglio 2022
Cronaca

Paragonò la Kyenge a un orango, condannato a due mesi l'assessore Pedrali

Diffamazione aggravata da finalità di discriminazione etnico razziale: questa la motivazione della condanna inflitta all'ex assessore ai Servizi sociali del Comune di Coccaglio. Si era immediatamente dimesso

Si è conclusa con la condanna dell'imputato uno dei procedimenti aperti a seguito delle offese lanciate all'ex Ministro Kashetu Kyenge, che alcuni mesi or sono era finita sotto il fuoco incrociato di diversi esponenti politici della Lega Nord. Dopo l'ormai nota uscita pubblica di Roberto Calderoli, che aveva paragonato l'oculista modenese a un orango, anche altri esponenti del Carroccio si erano accodati. Uno di questi era stato Agostino Pedriali, all'epoca dei fatti Assessore ai Servizi sociali del Comune di Coccaglio, in provincia di Brescia.

Il leghista aveva pubblicato sul suo profilo Facebook una foto che affiancava l'allora ministro di origini congolesi a un cucciolo di orango, sotto l'eloquente scritta “separate alla nascita”, invitando i suoi contatti a riconoscerne la somiglianza. Per lui è arrivata nei giorni scorsi la condanna del Tribunale di Brescia: due mesi di reclusione, pena sospesa, per diffamazione aggravata da finalità di discriminazione etnico razziale.

Un segnale chiaro da parte della giustizia lombarda, che arriva proprio in un momento in cui la diffamazione attraverso i social network è stata messa sotto la lente di ingrandimento, con valutazioni ancora più stringenti riportate da una sentenza della Corte di Cassazione.

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