Estorsione e corruzione a Serramazzoni, condannato Baglio. Prescrizione per l'ex sindaco Ralenti

Si è chiusa con la sentenza di primo grado la complessa vicenda legata agli appalti per lo stadio di Serramazzoni. Baglio condannato a 10 anni per varie accuse. Tre anni per Limongelli e Guarna

E' arrivata una prima sentenza per la vicenda che negli anni scorsi aveva scosso la località di villeggiatura modenese di Serramazzoni, travolta da uno scandalo corruttivo che vedeva implicati il sindaco Luigi Ralenti e un personaggio già noto alle cronache, il calabrese Rocco Antonio Baglio, trasferitosi sul nostro territorio per un "soggiorno obbligato" alla luce dei suoi legami con la 'ndrangheta di Polistena. Cuore dell'inchiesta - svolta dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento del PM Claudia Natalini -  erano i lavori per la ristrutturazione del campo sportivo di Serramazzoni, per i cui appalti gli inquirenti ipotizzavano turbativa d'asta e corruzione.

La sentenza del Tribunale di Modena - giunta a seguito di un processo molto articolato - ha dato ragione al sistema accusatorio della Procura e condannato Baglio a 10 anni di reclusione, in quanto ritenuto colpevole di turbativa d'asta, corruzione, incendio ed estorsione. Il giudice ha quindi accertato ch Baglio e il sindaco Ralenti si accordarono per affidare i lavori dello stadio alle imprese edili vicine al caabrese, facendo andare deserti i bandi e poi procedendo all'affidamento diretto. Condannato il corruttore, per il corrotto invece il reato è stato prescritto. 

Baglio è stato poi ritenuto responsabile anche di una serie di incendi avvenuti a scopo intimidatorio nel territorio di Serramazzoni, tra cui quello della villa dell'ex calciatore del Modena Giordano Galli Gibertini. Per tentata estorsione sono stati condannati rispettivamente a 3 anni e 3 anni e due mesi anche i due uomini assoldato da Bagli per il "lavoro sporco", Marcello Limongelli e Salvatore Guarna.

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La Procura si è detta molto soddisfatta per la sentenza che, almeno stando a questo primo grado di giudizio,  certifica l'esistenza del malaffare a Serramazzoni, paese che anche dopo i fatti del 2008 e 2009 ha conosciuto altri scandali legati all'edilizia.

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