Inquinamento alla Madonnina, controlli potenziati intorno alle Fonderie

Interventi concordati tra Comune e Arpae. Anche campionatore sequenziale per Pm10. Intanto con l'azienda definiti lavori per ridurre l'emissione di odori

Potenziamento dei controlli rispetto a quelli previsti dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e utilizzo già nelle prossime settimane di un campionatore ambientale sequenziale di Pm10 per monitoraggi continuativi di periodi di due settimane, mentre sugli odori si procederà con l’analisi programmata sulle sorgenti predominanti. Sono alcune delle attività di controllo sullo stabilimento delle Fonderie cooperative riunite di Modena concordate da Comune e Arpae anche sulle base delle indicazioni emerse dall’assemblea che si è svolta alla Madonnina la scorsa settimana.

Nel frattempo, oggi, mercoledì 12 aprile, il Comune, con l’assessore all’Ambiente Giulio Guerzoni, Arpae, Arpae Sac e Asl (Medicina del lavoro e Igiene pubblica) hanno incontrato i rappresentanti dell’azienda per definire una serie di interventi di miglioramento da attivare già nelle prossime settimane rispetto alla questione odore nelle diverse fasi del ciclo produttivo in modo da ridurre il disagio per i cittadini che risiedono nei pressi dello stabilimento.

Le attività definite verranno formalizzate in un verbale da sottoscrivere nei prossimi giorni dove, oltre ai quattro impegni assunti nell’incontro, si ribadiranno anche i contenuti della lettera inviata dall’azienda al sindaco Gian Carlo Muzzarelli, a partire dall’impegno alla chiusura e alla ricollocazione dello stabilimento alla scadenza dell’Aia attualmente in vigore e dalla constatazione di aver sempre garantito ampiamente il rispetto dei limiti di emissioni previsti dall’Aia.

L’azienda, in particolare, ha annunciato di aver già finanziato alcuni interventi sulle pannellature per realizzare tamponamenti e chiusure che consentano di limitare le emissioni odorigine. I lavori partiranno nei prossimi giorni.

Gli interventi sul sistema di aspirazione e abbattimento degli odori, che per ragioni di sicurezza potranno essere realizzati solo a impianti fermi, verranno definiti, inoltre, sulla base degli studi olfatometrici già disponibili da parte di Arpae e dell’azienda (tra il 2014 e il 2016) e tenendo conto dei risultati di quello che verrà realizzato nelle prossime settimane. L’obiettivo è individuare i principali punti di emissione di odori, quelli statisticamente più rilevanti, e su quelli progettare lavori specifici.

Il terzo riguarda alcuni miglioramenti infrastrutturali e la sostituzione di apparati obsoleti per rendere più efficiente lo stabilimento. E all’efficienza, questa volta però dei processi produttivi, con un’attenzione particolare alla movimentazione dei materiali, è dedicato il quarto punto dell’accordo con un’analisi, già in corso, che dovrà valutare i miglioramenti che possono portare a una riduzione dei cattivi odori.

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