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Cronaca Concordia sulla Secchia

Accusa a CPL, “Fondi pubblici per i terremotati emiliani usati a Ischia”

A rivelare gli sgravi fiscali ottenuti anche dalla controllata Ischiagas è il settimanale l'Espresso, secondo il quale l'azienda con sede legale in Emilia avrebbe risanato i propri bilanci grazie agli aiuti pubblici per il sisma 2012. E l'ex presidente Casari resta in carcere

Cpl Concordia, avrebbe usato a Ischia gli aiuti pubblici per il terremoto dell'Emilia. Lo scrive "l'Espresso", che nel numero in edicola domani pubblica un servizio proprio sugli affari della cooperativa al centro delle indagini della procura di Napoli, che in questi giorni sta trasmettendo a Modena tutti gli atti per il passaggio di consegne. 

La sede legale di Ischiagas, fa presente il settimanale, si trova in provincia di Modena e coincide con quella della holding Concordia. E questo basta, in base alla legge, per accedere ai benefici previsti dalle norme varate subito dopo il terremoto. La società che gestisce la distribuzione del metano a Ischia, distante 700 chilometri dall'epicentro del sisma, ha quindi ricevuto "lo stesso trattamento delle piccole imprese padane messe in ginocchio dalla catastrofe di tre anni fa", fa il punto "L'Espresso".

In pratica, il pagamento degli interessi sui finanziamenti bancari è stato sospeso per un anno a partire da giugno 2012. Un bel vantaggio, visto che all'epoca il bilancio di Ischiagas era appesantito da oltre cinque milioni di debiti. Proprio dall'isola del golfo di Napoli sono partite le indagini sul presunto sistema di finanziamento illecito alla politica che ruotava intorno a Cpl Concordia. Indagini che un mese fa hanno portato all'arresto del sindaco di Ischia Giuseppe Ferrandino e di alcuni manager della coop. 

"L'Espresso" ha poi analizzato i bilanci d'oro Ischiagas, scoprendo che l'aziendina campana, con un giro d'affari di circa quattro milioni, produce da sola un terzo degli utili dell'intero gruppo Concordia, un colosso da oltre 400 milioni di ricavi.

Un'altra tegola che si aggiunge alla già complessa situazione della cooperativa modenese, i cui ormai ex dirigenti si trovano ancora in carcere in attesa di conoscere il proprio destino. Proprio oggi il Tribunale del Riesame ha negato gli arresti domiciliari all'ex numero uno di CPL, Roberto Casari.

(DIRE)

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