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(foto di Enrico Marzico)

(foto di Enrico Marzico)

Curiosità modenesi | I comuni di origine celtica, quando nacquero tigelle e dialetto

L'arrivo dei celti a Modena decretò la nascita di nuovi comuni sul territorio e l'importazione di nuove tecnologie. Questo popolo avrebbe fondato Finale Emilia e Soliera, e allo stesso tempo dettato la pronuncia del dialetto e creato il simbolo delle tigelle

La fiorente Emilia degli etruschi, che aveva fatto tra il VI e il V secolo a.C del trasporto di merci dall'Adriatico all'entroterra la sua fonte di profitto commerciale, venne scossa dall'arrivo di uomini a cavallo con elmno puntato e lunghe spade, erano arrivati i Celti. Spesso riconosciuti anche con il nome di Galli, in quanto i celti del sud Europa vengono spesso identificati con questo nomignolo, stabilirono il loro dominio nelle terre a nord degli Appennini, rendendo gli etruschi sudditi, e cacciando in montagna gli ultimi ribelli.

ARRIVANO I CELTI A MODENA E BOLOGNA, LI NACQUE IL DIALETTO. Il loro segno sarebbe rimasto indelebile e diversi Comuni modenesi nacquero proprio per mano loro. Erano guerrieri e agricoltori, poco si curavano delle arti, ma preferivano fortificare le loro città con fossati, palizzate e torri di legno. E' poco noto, ma oltre ad ampliare le città etrusche, come per Muthuna (Modena) e per Felsina o in celtico Bononia (Bologna), fu la loro lingua a determinare la pronuncia del nostro dialetto. Quali sono le città celtiche?

SOLIERA, LA CITTA' DEI CELTI. Sfatiamo prima di tutto il mito del Borgo dei Celti a Fiumalbo, che è di origine medioevale, e andiamo a scoprire i veri villaggi dei galli. Prima di tutto Limidi, una frazione di Soliera, dove nell'Ottocenteo furono rinvenute due lucerne e il manico di bronzo di età tardoantica, ma in particolare l'armilla. Si tratta di un braccialetto di vetro incolore usato in particolare dai celti con poteri propiziatori e taumaturghici. 

TRA FINALE EMILIA, MAGRETA, SAN POSSIDONIO E COGNENTO. Di origine celtica, in particolare della tribù dei Lingoni, è Finale Emilia, mentre della tribù dei galli Boi è Magreta. Il punto interrogativo è posto su San Possidoio, in quanto la struttura della città della tribù dei Boi, ma probabilmente i primi casolari furono etruschi. Altro comune di origine gaellico è quello di Cognento, dove i galli trovarono un terreno bonificato dagli etruschi, ma quasi per nulla edificato. Così decisero di fondare il villaggio che sarebbe poi diventato il paese attuale, e di piantare querce nelle zone circostanti, in quanto questi alberi erano fondamentali per la religione e i riti sacri ai celti. 

IL SIMBOLO DELLE TIGELLE? INVENZIONE DEI GALLI. I galli ci hanno lasciato importanti conoscenze tecniche, perché se da un lato non erano artisti, dall'altra erano costruttori eccezionali. A loro dobbiamo la coltivazione della vite "sposata" all'olmo, gli insaccati conservati con il sale e le botti di legno. Il grande contributo simbolico dei celti però non si trova nell'artigianato, bensì nella cucina, infatti il famoso simbolo circolare con all'interno ellissi che si incrociano è oggi lo stampo delle tigelle che viene marchiato sulle nostre amate crescentine. 

IL NUOVO NEMICO ARRIVA DA SUD. Era il 295 a.C quando i romani sconfissero un'improbabile coalizione di etruschi e celti presso Sentino nelle Marche. Quella vittoria concesse alla Repubblica di Roma di conquistare il territorio di Ariminium, o meglio conosciuta come Rimini, e da lì conquistare la Gallia Cispadana, ma questa è un'altra storia. 

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