Cronaca

Curiosità Modenesi | Le 5 curiosità che non sapevi del Duomo di Modena

Il duomo del Modena non è a caso patrimonio dell'umanità, perchè infatti oltre ad essere un perfetto esempio di architettura di stile romanico, è anche un luogo che continua a svelare misteri e segreti

foto di saragalati18

Il duomo del Modena non è a caso patrimonio dell'umanità, perchè infatti oltre ad essere un perfetto esempio di architettura di stile romanico, è anche un luogo che continua a svelare misteri e segreti. Ecco le 5 curiosità che probabilmente non conoscevate del duomo di Modena:

LA NECROPOLI SOTTO AL DUOMO. Della storia del duomo molti conoscono  le origini, ma pochi sanno cosa vi fosse prima in quel luogo e dove fosse la chiesa principale della città. La verità è che con la caduta dell'impero romano e l'arrivo dei barbari nelle terre modenesi, la città di Mutina era praticamente deserta. Con l'arrivo dei longobardi la comunità modenese si trasferì a Cittanova, attualmente una frazione del comune di Modena. Dell'attuale terreno del duomo, un tempo vi era una necropoli romana, e proprio lì Lanfranco scoprì i marmi che poi vennero utilizzati per realizzare parte della muratura del duomo.

I BASSORILIEVI NON SONO STATI FATTI DA WILIGELMO. Tutti sanno che l'architetto del duomo fu Lanfranco, mentre lo scultore delle sue opere esterne fu Wiligelmo. In realtà questa affermazione non è del tutto vera, infatti vi è un altro genio che è stato dimenticato e si chiama Niccolao, l'allievo dello scultore. Quando Niccolao presentò a Lanfranco i suoi progetti per i bassorilievi, l'architetto lo lodò a tal punto che Wiligelmo indispettito scappò dalla città, senza mai più farne ritorno. Fu allora compito di Niccolao quello di continuare l'opera artistica e degli altri scultori rimasti. 

L'OSSO DI DRAGO. Si tratta di uno dei misteri meno impressionabili per l'uomo moderno, ma così non era per chi trovò nel Medioevo sottoterra questo enorme osso che oggi si trova esposto sopra la Porta Regia, denominato "Osso di drago". Sì ha notizie dell'osso dal 1518 con però la segnalazione della sua esistenza da molto prima, come se appartenesse alla comunità modenese da sempre. A quanto pare fu trovato durante gli scavi del duomo, come protezione dai cristiani dalle insidie del demonio, e dato che l'uomo medievale non sapeva che la pianura padana fosse in passato una zona marittima, pensò si trattasse di un osso di drago. Oggi sappiamo sulla Porta Regia si trova nient'altro che un osso di balena. 

LE STATUE DI FINTO MARMO DEL BEGARELLI. Tra le tante meraviglie artistiche che possiamo trovare all'interno del nostro duomo vi è il presepe di terracotta di Begarelli. Attualmente l'opera è di color terracotta, dato che questo è il materiale con cui è stato fatto, tuttavia nel 1527 quando Begarelli lo realizzò venne deciso di dipingere le statue di bianco, per imitare il colore del marmo. Una trovava che riuscì dato che la pittura fu realizzata al meglio, ma con il recente restauro si è scelto di riportarle alla coloritura naturale.

RE ARTU' PASSO DA MODENA? Si tratta del mistero più affascinante del Duomo di Modena, cioè la sequenza di scene in bassorilievo presenti sulla Porta della Pescheria a raffigurare le vicende di Re Artù. L'esclusività di quest'opera non è tanto il soggetto, che si trova raffigurato in altre chiese, ma il fatto che si tratta della più antica rappresentazione della storia che sia mai stata realizzata in Italia. La rappresentazione risale algli inizi XII secolo, peccato che Goffredo di Monmouth scrisse l'Historia Regum Brittaniae solo 1138, cioè vent'anni dopo le raffigurazioni della Porta della Pescheria. Secondo gli scettici si tratta di una raffigurazione di Carlo Magno giunto a Modena nel 774, visto dai cittadini come un nemico conquistatore, secondo altre teorie storiche si tratterrebbe di un'altra evidente conferma del fatto che il Duomo di Modena fosse crocevia tra il nord e il sud Italia e le "primitive" leggende di Re Artù erano state trasmette oralmente, probabilmente da pellegrini del nord in direzione di Roma. 


 

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