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Cronaca

Curiosità Modenesi | Le origini storiche della rivalità tra Modena e Bologna

La rivalità tra Modena e Bologna è oggi conosciuta sui campi di calcio o nel rombo dei motori, ma le sue origini storiche sono profonde. Un viaggio tra falsi miti, battaglie epiche e curiosità sulle città simbolo del "cibo lento e delle auto veloci"

La sfida Bolognesi e Modenesi è parte integrante della nostra cultura popolare, basti pensare ai cori delle tifoserie calcistiche o alla sfida del primato dei prodotti emiliani, dalle lasagne ai tortellini, ma quali sono le reali origini di questo scontro storico? Ecco un viaggio tra battaglie, scontri, complotti e lotte enogastronomiche.

GUELFI E GHIBELLINI, NEMICI PER LA PELLE. Nel medioevo Modena e Bologna erano sempre coinvolte in dispute militari e politiche, infatti se la città geminiana era ghibellina, l'altra sosteneva il papa in quanto guelfa. Motivi ideologici? Assolutamente no,dobbiamo pensare che i governatori del Medioevo erano interessati solo alle proprie tasche, e così i modenesi credevano che l'imperatore gli avrebbe concesso autonomia, tanto che ottennero la loro moneta, il Grosso, e i bolognesi speravano in aiuti militari dal Santo Padre.

PALAZZO DI RE ENZO, UN NOME TUTT'ALTRO CHE BOLOGNESE. E' il palazzo più famoso di Bologna e si affaccia sulla piazza del Poseidone. La meta tipica dei turisti nella città delle due torri racconta una storia di rivalità tra modenesi e bolognesi, che i geminiani cercano di dimenticare, ma forse neanche tutti i bolognesi ricordano il perché venne dedicato a Re Enzo, ma soprattutto chi era Re Enzo? Si tratta della famosa battaglia di Fossalta avvenuta nel 1249 quando gli 8.000 soldati guelfi guidati da Ottaviano degli Ubaldini sconfissero gli oltre 15.000 soldati ghibellini, tra modenesi e cremonesi, guidati da re Enzo di Torres. La sconfitta fu così sentita poiché i bolognesi non solo portarono alla fuga il nemico, ma riuscirono a catturare Enzo, il figlio dell'imperatore Federico II. Per punizione lo misero all'interno di un castello e lì rimase fino alla fine dei suoi giorni. Fu probabilmente quell'evento a scatenare l'inimicizia tra le due città, ma almeno dalla nostra sappiamo che il palazzo più famoso di Bologna è dedicato ad un comandante dei modenesi. 

GUELFI E GHIBELLINI, I FALSI STORICI A ZAPPOLLINO. Ovviamente tutti i modenesi conoscono la battaglia di Zappolino, o per lo meno la sua narrazione epica fatta da Alessandro Tassoni nella Secchia Rapita. Era il 15 Novembre 1325 e, a differenza delle battagie precedenti e di quelle che ci sarebbero state in futuro, quella fu la più sanguinolenta di tutte. Da una parte i modenesi guidati da Passerino Bonacolsi con 2.800 cavalieri e 5.000 fanti e dall'altra Fulcieri da Calboli con 2.500 cavalieri e 30.000 fanti. Seppur i modenesi fossero 6 volte di meno vinsero la battaglia. Da questo episodio nacque la leggenda della secchia rapita. Perciò un orgoglio storico della nostra città? Non proprio. Ancora una volta tocca scardinare un falso storico. Nella battaglia di Zappolino non c'erano modenesi contro bolognesi, ma ghibellini contro guelfi, tanto che lo stesso capo dei guelfi modenesi, Albertino Boschetti, fu ucciso in quella battaglia proprio per mano dei suoi concittadini.

UNA GUERRA CULINARIA, TRA LASAGNE E TORTELLINI. Ci sono alcune battaglie però che sono continuate nel tempo, e anche se non si combattono più a suon di spade e cannoni, lo si fa con ricerche storiche e rubriche d'informazione, come #magnerbein. E' proprio in questo ambito che la guerriglia tra Modena e Bologna diventa bollente sulla origine di due simboli della cucina italiana, cioè le lasagne e i tortellini. Chi le inventò? Tipicamente le lasagne vengono definite alla "bolognese", ma il fatto che siano effettivamente nate all'ombra delle Due Torri è un altro discorso. Infatti, le lasagne emiliane vennero inventate da un cuoco anonimo nel XIV secolo, e oggi le chiamiamo "bolognesi" solo perché il primo a parlarne fu lo scrittore bolognese Francesco Zambrini nel 1863 ne "Il libro della cucina del secolo XIV". Per quanto riguarda i tortellini la disputa non ha ancora trova una convincente soluzione, di fatto il monumento a Castelfranco Emilia ricorda del paese in cui nacquero, ma che poi fosse in quel periodo sotto Modena o sotto Bologna non si sa, anche se forse il Tassoni avrebbe lasciato un indizio.

GUERRA A ROMBO DI MOTORE, QUELLA MASERATI BOLOGNESE. La battaglia oggi non si combatte solo a suon di profumi, ma anche a rombi di motore, infatti tra Modena e Bologna sono nate le più prestigiose case automobilistiche sportive al mondo. E la sfida è nata quasi naturalmente. Gli ultimi trend Maserati raccontano di un'azienda in ascesa nelle vendite e in tutto il mondo l'azienda dal blu indistinguibile è conosciuta come modenese, ma le sue origini sono ben altre. Alfieri, Ettore ed Ernesto Maserati erano bolognesi e la loro azienda era vicino al centro a Bologna, solo nel 1937 l'azienda viene ceduta alla famiglia Orsi e si trasferisce a Modena. I bolognesi però si sono rifatti con Ducati e Lamborghini, mentre a Maranello è nata la Ferrari, ma ormai la Maserati è considerata da tutti gialloblu. Alcuni si sono chiesti perché proprio in questa terra e la soluzione potrebbe trovarsi nella Porta della Pescheria del Duomo di Modena, dove, infatti, sono raffigurati i Ferraioli, cioè coloro che lavoravano il ferro per creare strumenti agricoli utili a facilitare il lavoro dei campi, ed è probabile che fu da quegli studi che nacquero i motori Ferrari, Maserati, Ducati, Lamborghini e Pagani. 

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