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Curiosità Modenesi | I romani a Modena, le battaglie che cambiarono la storia di un Impero

Modena non fu solo culla di cibi e usi antichi, ma anche uno campi di battaglia più importanti nella storia antica. Qui ci fu uno degli scontri finali tra celti e romani, e sempre si consumò la battaglia che vide l'alba dell'Impero Romano

La varietà culturale su cui si poggiano usi, costumi e piatti locali ha origini antichissime, prima con l'arrivo degli etruschi, poi dei guerrieri celti, ed infine dei romani. Dopo aver scoperto quali tradizioni dialettali e culinarie portarono i romani, è importante sottolineare che Modena non fu solo una delle più importanti città dell'Impero, ma anche luogo di storiche battaglie. Insieme allo scrittore e storico modenese Gabriele Sorrentino, autori di "Quando a Modena c'erano i romani", abbiamo scoperto le due grandi guerre che si consumarono nei nostri territori, tra cui la nota Battaglia di Modnea che determinò l'inizio dell'Impero.

LA BATTAGLIA FINALE TRA CELTI E ROMANI, LA LOTTA DEI FRINIATI. I Liguri Friniati erano stati coinvolti nella guerra tra Celti e Romani e dopo la definitiva sconfitta dei Boi (192 a.C.), rimasero a lungo i più fieri oppositori delle legioni che più volte dovettero espugnare le aspre montagne appenniniche. Gli Apuani erano stati sconfitti nel 187 a.C. e deportati addirittura in Sannio. I Friniati erano rimasti isolati e la fondazione di Mutina nel 183 aveva dimostrato la volontà romana di colonizzare con decisione il loro territorio. Nel 179 il console Quinto Fulvio Flacco  li aveva sconfitti e aveva ottenuto la loro resa. Appena il console si allontanò, però, i Liguri tentarono l'ultimo disperato colpo di mano, occupando Mutina. I Romani reagirono con prontezza ma impiegarono altri quattro anni, sino al 175, per sottometterli nell'ultima grande battaglia che si tenne sul monte Ballista, luogo individuato da alcuni con la Pietra di Bismantova, da altri con la zona della valle dell'Ospitale di Fanano.

LA BATTAGLIA DI MODENA, IL GIORNO IN CUI NACQUE UN IMPERO. Decimo Bruto (da non confondersi con Marco Giunio, quello del "tu quoque Brute" era un cesaricida. Era colui che aveva accompagnato con l'inganno Cesare in Senato alle idi di marzo del 44 a.C. Per questo motivo i cesariani lo vedevano come il loro peggior nemico, colui che aveva portato Cesare a morire. Un traditore della peggior schiatta, visto che era stato uno dei principali legati di Cesare sia nelle guerre in Gallia, sia durante la guerra contro Pompeo. Per questo motivo Cesare lo aveva nominato nel pretore ed era stato destinato dal dittatore a governatore romano della  Gallia Cisalpina nell'anno successivo (proprio il  43 a.C.) La Gallia Cisalpina era una provincia strategica perché permetteva di mantenere in armi un esercito a pochi giorni di marcia da Roma. Appena Bruto manifestò l'intenzione di accettare la carica, quindi, Antonio si oppose e pretese la Cisalpina. Il Senato, però, egemonizzato da Cicerone la confermò a Bruto che si asserragliò all'interno di Mutina, città fortificata e, come detto, spesso sede del governatore. Antonio lo assediò in armi e questo scatenò la famosa guerra di Modena (43 a.C.) nella quale i consoli Irzo e Pansa, assieme a Ottaviano, scacciarono Antonio. Il conflitto, che si consumò tra Castelfranco e Modena, vide la morte dei due consoli e questo permise a Ottaviano di rimanere l'unico arbitro della politica romana

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