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Cronaca

Opere pubbliche, mancano ancora 800 milioni per completare la ricostruzione

A tre anni dal sisma emiliano sono 970 i milioni stanziati per il recupero delle opere pubbliche e dei beni culturali danneggiati. Fondamentale il "soccorso" dei privati

I Comuni, la Direzione regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e la Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna hanno collaborato al rilevamento preliminare delle opere pubbliche e dei beni culturali danneggiati, dalle chiese ai teatri alle strutture sanitarie, che ha portato all’approvazione del “Programma per la riparazione e il ripristino delle opere pubbliche e dei beni culturali” costituito da oltre 1.500 interventi con il relativo piano finanziario delle risorse assegnate. 

Nel programma sono inseriti gli interventi di riparazione, ripristino con miglioramento sismico e di ricostruzione degli edifici pubblici danneggiati, che comprendono anche i beni culturali privati di uso pubblico e gli edifici di enti religiosi (chiese e opere parrocchiali) equiparabili per l’uso ai beni culturali pubblici.

Ad aggi i danni rilevati agli edifici pubblici o di uso pubblico - siano essi di proprietà di enti locali e di enti religiosi - ammontano a 1.705 milioni. Le risorse al momento disponibili per la riparazione dei danni ammontano complessivamente a 970 milioni, di cui  407 derivanti da co-finanziamenti (assicurazioni, fondi propri, donazioni…) e 563 messi a disposizione dal Commissario delegato alla ricostruzione. Restano quindi da reperire, per poter completare l’opera di ripristino degli immobili pubblici, circa 735 milioni.

I 563 milioni vanno a finanziare 935 interventi, di cui 655 sono già stati presentati (per 417 milioni). 283 interventi riguardano le opere pubbliche (per 114 milioni); 474 i beni culturali (321 milioni), 174 scuole e università (123 milioni) e 4 piani pubblici/privati (5 milioni).

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