Evasione fiscale, frodi e truffe sui fondi pubblici. I numeri della Guardia di Finanza di Modena

Le Fiamme Gialle modenesi fanno il punto su un anno di attività, improntato in particolare alla tutela della comunità in termini di leale concorrenza. Spiccano i reati tributari transnazionali e gli appalti pubblici irregolari. Persiste il problema del lavoro nero

Tutelare le libertà economiche dei cittadini, delle imprese e dei professionisti onesti, quale condizione indispensabile per il raggiungimento dell’equità sociale posta a fondamento del benessere della collettività: è stata questa la linea ispiratrice che ha animato l’azione di servizio condotta dalla Guardia di Finanza di Modena nel 2016. Oggi in via Mattarella è stato il colonnello Pasquale Russo, Comandante provinciale, a fare gli onori di casa per illustrare l'imponente mole di attività svolte nell'anno passato dalle Fiamme Gialle su tutto il territorio provinciale.

FRODI FISCALI E LAVORO NERO - In tale settore sono state eseguite 601 tra verifiche, controlli ed altri interventi a tutela degli interessi erariali comunitari, nazionali e locali, pervenendo alla denuncia di 95 soggetti responsabili di 156 reati fiscali, di cui l’82% riguarda illeciti più gravi, quali l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e la presentazione di dichiarazioni fraudolente. Sono risultati completamente sconosciuti al fisco 36 evasori totali, mentre sono stati individuati 47 datori di lavoro che hanno impiegato 117 lavoratori “in nero” e 410 lavoratori irregolari. Un numero crescente di risorse è stato impiegato nei controlli nei confronti degli Enti no-profit  - come associazioni Onlus o soassociazioni sportive dilettantistiche – attività che ha portato, tra l’altro, ad accertare l’abuso di tale figura giuridica da parte di vere e proprie società commerciali al solo fine di beneficiare indebitamente del regime fiscale di favore riconosciuto. Altro filone di intervento che ma permesso di recuperare milioni di euro di evasione ha riguardato le cosiddette cooperative "spurie", ovvero società che vantavano una fiscalità agevolata senza rispettare i parametri della cooperazione.

FISCO E FUGA ALL'ESTERO - Il ricorso alle oltre 40 banche dati disponibili, alle attività di intelligence e di controllo del territorio, hanno consentito di eseguire 14 interventi in materia di fiscalità internazionale che hanno portato alla denuncia per reati tributari di 8 persone e all’effettuazione di 49 perquisizioni domiciliari, di 6 ordinanze di custodia cautelare, nonchè di sequestri preventivi per equivalente finalizzati alla confisca per un importo di 22 milioni di euro. I casi riportati a galla dalla Guardia di Finanza hanno riguardato il transfer pricing (lo spostamento all'estero da parte delle imprese di attività imponibili svolte in Italia), la stabile organizzazione di imprese estere in Italia o viceversa e l'estero-vestizione di imprese o di cittadini, che dichiaravano una sede o una residenza fittizia in altri paesi a fiscalità agevolata.

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TRUFFE SUI FONDI PUBBLICI - Particolare attenzione è stata posta all’esame delle richieste di finanziamento presentate a seguito del sisma che nel 2012 ha colpito la provincia di Modena, che ha fatto emergere lo scandalo dei fondi percepiti indebitamente a Finale Emilia, portando a 9 misure cautelari e al sequestro di beni mobili ed immobili per 6,5 milioni di euro. Un dato particolarmente significativo ha poi riguardato gli appalti pubblici: sono stati segnalati alla Magistratura contabile sprechi o irregolari gestioni di fondi pubblici che hanno causato danni patrimoniali allo Stato per circa 31 milioni di euro, con la verbalizzazione di 22 responsabili. A seguito di 10 interventi conclusi nel 2016 per reati ed altri illeciti contro la Pubblica Amministrazione, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria 25 soggetti (in particolare, tra gli altri, per i seguenti reati: il 68% per abuso di ufficio, 28% per irregolarità negli appalti e 4% per peculato). In particolare sono stati sottoposti a controllo appalti pubblici per un ammontare complessivo di oltre 23 milioni di euro, di cui circa 13 milioni sono risultati oggetto di assegnazione irregolare, con la denuncia di 7 persone per abuso d’ufficio.

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