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Evasione fiscale, maglia nera ai comuni della provincia di Modena

In Emilia-Romagna oltre 4.200 controlli e 22 milioni di euro incassati. Scovati proprietari di consistenti patrimoni immobiliari che non dichiaravano nulla al fisco. Modena è la provincia peggiore, con oltre 19 milioni di imposte evase. Sorprende il comune di Formigine

Oltre 4.200 accertamenti eseguiti e circa 22 milioni di euro incassati (che salgono a 30 se si considerano anche le rate da versare su accertamenti già chiusi) con un aumento dell’82% dell’evasione scoperta tra i “finti poveri”, persone con un tenore di vita in palese contrasto con i redditi dichiarati. Questi i numeri della collaborazione, iniziata nel 2009, tra Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna, Anci Emilia Romagna e comuni per il contrasto all’evasione fiscale. Le segnalazioni trasmesse dai 280 comuni aderenti hanno consentito di accertare un’evasione di 70 milioni di euro. Nell’81% dei casi gli accertamenti innescati dalle segnalazioni comunali sono stati chiusi con l’accordo del contribuente, a dimostrazione del buon livello qualitativo dei controlli.

La maggiore imposta accertata è proprio nella provincia di Modena (19.343.370 euro) seguita da Reggio Emilia e Bologna. Tra i municipi “vince” invece Reggio Emilia, le cui segnalazioni hanno fatto emergere una maggiore imposta di 7,5 milioni di euro; seguono Bologna (5,2 milioni di euro), Modena (3,8 milioni di euro), Rimini (3,3 milioni di euro) e la “piccola” Formigine (3 milioni di euro). Tra le new entry si distinguono Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, le cui segnalazioni hanno consentito di accertare casi di evasione per 2,5 milioni di euro; Russi, in provincia di Ravenna, con un’evasione accertata di 2 milioni di euro, e Gambettola, in provincia di Forlì-Cesena (1,6 milioni di euro). A livello provinciale guida Modena, con 19,3 milioni di euro di maggiore imposta accertata, che precede Reggio Emilia (12,3 milioni di euro) e Bologna (11,4 milioni di euro).

Le segnalazioni relative all’ambito “urbanistica e territorio” confermano il proprio primato, con 12 milioni di euro di incasso (55% del riscosso totale). Sotto il profilo della distribuzione territoriale, i municipi che registrano gli incassi più consistenti sono Bologna (3 milioni di euro), Formigine (1,4 milioni di euro) e Rimini (1,4 milioni di euro). Tra le province, i proventi della collaborazione con l’Agenzia delle Entrate si concentrano in misura prevalente nei comuni modenesi (6,7 milioni di euro), che sopravanzano i municipi bolognesi (5,8 milioni di euro). Da ricordare, infine, che per le segnalazioni inviate nel triennio 2012-2014, la percentuale del riscosso che spetta al comune è pari al 100%.

Sfogliando alcuni dei casi più strani o cospicui di evasione, nel modenese spicca la richiesta di cambio di destinazione d’uso di un terreno da zona “verde pubblico urbano” a zona “artigianale-industriale”, seguito dalla vendita del terreno, ha attirato l’interesse dell’Ufficio tributi. Dalle prime verifiche è risultato che il proprietario non aveva dichiarato nessuna plusvalenza dalla cessione del terreno edificabile, continuando inoltre a versare l’ICI come se il terreno fosse ancora agricolo. L’esame della segnalazione ha consentito di incassare 315mila euro, già versati dal contribuente.

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