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Cronaca

Truffe, sex estortion e violazioni dei dati: l'attività 2015 della Polizia Postale di Modena

Il Servizio che si occupa dei reati online ha fornito un bilancio della propria attività nell'anno solare. Su oltre 500 segnalazioni dei cittadini sono state 53 le denunce. In testa ai reati il virus Criptolocker e le estorsioni a sfondo erotico 

Il 2015 è stato un anno intenso anche per la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Modena, il Servizio che si occupa dei reati informatici ì, che si consumano nella Rete o attraverso di essa. Un fenomeno in lento ma costante aumento, di pari passo con l'uso sempre più pervasivo della tecnologia di Internet nelle nostre vite. Non stupisce dunque che gli agenti specializzati della sezione di Modena abbiano dovuto far fronte a oltre 500 denunce formalizzate dai cittadini, per casi che vanno dalla truffa alla diffamazione, fino alla clonazione di carte di credito e alla violazione di account personali.

In cima alla lista dei reati informatici è salito quest'anno il virus Criptolocker, con il quale esperti hacker hanno infettato reti personali e aziendali. Si tratta di un malware che si insinua nel computer e lo blocca, rendendo impossibile accedere ai propri dati se non con un intervento esterno, per il quale viene spesso chiesto un riscatto in denaro. I casi di questo tipo sono stati 17, seguiti a ruota da un altro tipo di ricatto, quello a sfonfdo erotico.

Sono infatti stati 16 i casi di “sex estortion” che si sono consumati nel modenese, secondo la trama più classica. La vittima diventa tale dopo aver registrato filmati o inviato foto di nudo ad un altro utente, che minaccia di diffonderle in Rete se la vittima non paga una somma in denaro, oppure se non si concede per copi sessuali, come più volte accaduto.

Mentre sono decisamente pochi i casi di cyberbullismo, si sta espandendo il fenomeno del cosiddetto “man in the middle”. Protagonisti di questa tecnica fraudolenta che si realizza nelle comunicazioni informatiche, sono quei soggetti che riescono a frapporsi agli scambi di due aziende, sostituendosi ad una delle parti e ottenendo così dati sensibili su pagamenti e ordinativi.

Nel complesso le attività della Polizia Postale hanno portato alla denuncia di 53 persone e a otto perquisizioni domiciliari: in questi casi l'obbiettivo è sempre stato quello di sgominare traffici di materiale pedopornografico, requisendo archivi digitali.

Parallelamente gli agenti si sono adoperati per diffondere la cultura della legalità sulla Rete, partendo dall'incontro con gli studenti delle scuole della provincia. Dalle elementari alle superiore, i poliziotti – insieme ai colleghi di altri reparti – hanno discusso di temi sensibili con 2.500 studenti modenesi, nel tentativo di far comprendere loro la delicatezza di certe operazioni che ormai si compiono ingenuamente online e dei pericoli che si annidano nella Rete.

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