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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Mirandola / Via Mazzone

Mirandola, sporcizia e degrado minacciano i moduli abitativi

Sporcizia, topi, risse e spaccio: nelle cittadelle di chi è rimasto senza casa la convivenza è già al tracollo? I consiglieri Manfredini e Leoni lanciano l'allarme in Regione

Al primo sole estivo si sono già levati campanelli d'allarme per le condizioni delle cittadelle provvisorie che sorgono nei diversi comuni terremotati. L'estate, si sa, porta con sé non pochi problemi legati all'igiene e alla convivenza e, visto le premesse, l'estate nei moduli abitativi si prospetta molto lunga e faticosa.

Il villaggio di via Mazzone a Mirandola, dove vivono ormai 150 famiglie, sta suscitando diversi malumori tra i residenti. Da un lato vi sono le condizioni di degrado ed igienico-sanitarie a preoccupare: cattiva pulizia dei locale e delle vie interne non solo generano un ambiente malsano e maleodorante, ma stanno rischiando di far proliferare topi e parassiti. C'è addirittura chi lamenta l'abitudine non ortodossa di alcuni residenti di origine asiatica che fanno essiccare il pesce al sole, con ciò che ne consegue.

Proprio questo fatto richiama l'altro grande problema che affligge le cittadelle di chi è rimasto senza casa, ossia la difficile convivenza tra etnie diverse. La percentuale di persone di origine straniera è molto elevata e i costumi, compressi in uno spazio ristretto ed esasperati da animi già comprensibilmente tesi, rischiano di portare a situazioni di grande conflittualità. Alcune famiglie italiane hanno già lamentato alcune risse notturne ed hanno notato la presenza di spacciatori nelle aree comuni. 

A denunciare queste situazioni sono stati i consiglieri regionali di opposizione Mauro Manfredini (Lega Nord) e Andrea Leoni (PdL): entrambi hanno presentato un'interrogazione alla Giunta regionale per avere lumi sui provvedimenti che si intendono adottare per garantire una convivenza decorosa e civile. In particolare Andrea Leoni chiede “maggiori controlli sia delle autorità sanitarie sia di quelle preposte alla sicurezza, e iniziative per mantenere in queste strutture un clima di civile convivenza, responsabilizzando e ammonendo chi non rispetta le normali procedure di igiene a discapito delle persone che invece osservano le norme del vivere civile”.

Sulla stessa linea il leghista Manfredini, che però si spinge anche ad affrontare un tema ben più spinoso, chiedendo alla giunta “se, a seguito del mancato rispetto di norme igienico sanitarie da parte dei residenti in queste strutture, siano stati revocati alcuni permessi o si intenda farlo”.

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