Maxi frode sui crediti d'imposta, 22 denunce e sequestri per 27 milioni

La Guardia di Finanza ha scoperto un intricato sistema che prevedeva la falsificazioni di dichiarazioni fiscali per generare crediti fittizzi. Coinvolte dieci aziende

Numerose società intestate a prestanome che, al fine di non versare i debiti erariali, utilizzavano costantemente crediti inesistenti IVA e IRAP, anche attraverso dichiarazioni fiscali fasulle e occultando le scritture contabili obbligatorie. Uno schema di frode complesso che prevedeva dunque la falsificazione diretta delle dichiarazioni fiscali finalizzata a generare crediti inesistenti da immettere "sul mercato" per ottenere vantaggi indebiti e intascare denaro in maniera diretta.

E' questa la sintesi di quanto emerso dall'operazione "Daedalus" condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bologna e della Tenenza della GdF di Vignola, coordinate dalla Procura della Repubblica di Modena. I finanzieri dei Comandi Provinciali di Bologna e Modena hanno dato esecuzione, nelle province di Bologna, Modena, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, Taranto e Sassari, a un provvedimento di sequestro preventivo di disponibilità bancarie, beni mobili ed immobili per quasi 27 milioni di euro nei confronti di 10 società e 22 persone ritenute, a vario titolo, responsabili dei reati di infedele dichiarazione, omessa dichiarazione, occultamento di scritture contabili e indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti.

I filoni di indagine autonoma delle Fiamme Gialle modenesi e bolognesi si sono infatti ricollegati dopo una serie di accertamenti, sfociando in una sola inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Francesca Graziano, che ha coinvolto trasversalmente diversi territori emiliano-romagnoli.

L'impalcatura fraudolenta sarebbe stata possibile grazie al coinvolgimento attivo di due professionisti (i fratelli S.F. e S.M.), di origine modenese, ritenuti i principali artefici ed ideatori della frode in rassegna per aver commesso i reati ipotizzati nell’esercizio dell’attività di consulenza fiscale attraverso l’elaborazione dei modelli di frode che poi sono stai realizzati concretamente. Si tratta, ini particolare, degli stessi professionisti già implicati nelle vicende relative all’operazione “Saldo 0,01” portata a termine lo scorso mese di novembre dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del capoluogo geminiano. Al termine delle indagini è stato possibile quantificare il profitto del reato e di sequestrare consistenze patrimoniali equivalenti per ammontare complessivo di circa 27 milioni di euro.

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