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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca Fossalta / Via Emilia Est

Ciclista travolto in via Emilia, identificati mezzo e conducente

Le indagini della Polizia Stradale hanno permesso di risalire al mezzo che ha investito e ucciso il ciclista marocchino l'11 gennaio a Ponte Sant'Ambrogio. L'autista fermato non si sarebbe accorto di nulla

A poche ore dal tragico incidente di venerdì scorso lungo via Emilia Est gli investigatori della Polizia Stradale sono riusciti ad individuare il mezzo autore dell'investimento che è costato la vita ad un 46enne marocchino che si stava recando al lavoro a San Cesario. La visione delle telecamere all'altezza di strada Scartazza ha permesso di isolare prima il momento del passaggio del ciclista, poi di restringere il campo ai mezzi pesanti in un passo di tempo compatibile con il transito della vittima nel punto dell'incidente.

Lunedì scorso la Polstrada ha effettuato un appostamento specifico per capire quali mezzi passassero con frequenza in quel tratto. Tutti gli elementi hanno permesso di individuare una cisterna con rimorchio di una ditta del bergamasco specializzata nel trasporto di calcestruzzo, il cui conducente ha confermato che anche sabato scorso un suo collega ha compiuto il viaggio tra Bergamo e San Cesario per una consegna.

La Procura della Repubblica, immediatamente informata degli sviluppi investigativi, ha disposto la perquisizione dell’azienda proprietaria del mezzo e ed il sequestro dello stesso e delle eventuali tracce riconducibili al sinistro. Nelle prime ore di ieri, 15 gennaio, personale dipendente della Sezione di Modena, coadiuvato da personale della Sezione Polizia Stradale di Bergamo, è intervenuto presso l’azienda bergamasca e ha individuato tra i numerosi veicoli, il complesso veicolare costituito da autocarro più rimorchio tipo biga, utilizzato per il trasporto di calce da Bergamo a San Cesario sul Panaro nella mattina del giorno 11 gennaio; sul veicolo si potevano riscontrare ancora le tracce del sinistro ed in particolare quelle relative all’impatto con il velocipede nonché tracce biologiche verosimilmente riconducibili al povero Mourad Taous che sono state repertate a cura del Gabinetto provinciale di Polizia Scientifica di Bergamo.

Il conducente del veicolo, identificato per P.I., classe 1962, cittadino italiano, di intesa con la locale Procura che ha seguito costantemente in ogni sua fase le indagini condotte, è stato deferito in stato di libertà, non essendo emersi elementi per l’applicazione del fermo di indiziato di delitto, per i reati di omicidio stradale e fuga. Gli inquirenti sostengono infatti che l'uomo non si sia accorto di aver investito il ciclista, come testimonia il fatto che non abbia tentato di occultare le prove e che sia tornato regolarmente al lavoro nel suo turno successivo. L'impatto è avvenuto con il rimorchio, in condizioni di buio, cosa che sembrerebbe avvalorare quest'ultima tesi.

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