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Dichiarazioni in Commissione Antimafia, bufera su Cinzia Franchini

La modenese presidente dei trasportatori CNA aveva dichiarato di sentirsi “sola” nella lotta alla criminalità. Insorge la sua associazione: “Frasi lesive”. Ora rischia l'espulsione, ma si difende: “Lo dico da sempre, sono esterrefatta da questa reazione”

Bufera in Cna sul tema antimafia. Cinzia Franchini, modenese, battagliera presidente da tre anni della categoria interna degli autotrasporti Fita, viene condannata duramente dalla direzione nazionale dell'associazione artigiana di cui fa parte. Sono tirati in ballo lo statuto e i regolamenti, di fatto tira aria di espulsione. La motivazione ufficiale sarebbe quella legata ad alcune recenti dichiarazioni pubbliche di Franchini, che nei giorni scorsi è stata sentita dalla commissione nazionale antimafia in missione a Reggio Emilia e Modena. La modenese, in sostanza, aveva detto in questi giorni di essersi sentita lasciata sola sul fronte antimafia, anche dalla propria associazione. Anzi, qualcuno avrebbe provato di mandarla a casa, si è sfogata Franchini sui giornali.

La direzione nazionale di Cna, allora, "in relazione alle dichiarazioni di Cinzia Franchini, presidente nazionale Cna-Fita, rilasciate alla commissione antimafia e riportate dalla stampa modenese, ritenendo di dover tutelare la confederazione, i suoi dirigenti, tutti gli associati, da affermazioni lesive della reputazione e della storia della nostra associazione" ha dato mandato, all'unanimità, al presidente nazionale della Cna, Daniele Vaccarino di "assumere tutti i provvedimenti previsti dallo statuto, dal regolamento e dal codice etico della Cna nazionale per condannare un atteggiamento contrario allo spirito della nostra Confederazione e al suo sistema valoriale". Lo si legge in una nota inviata dalla stessa Franchini, che da parte sua fa sapere che sarà convocata a breve sull'argomento una riunione della presidenza nazionale Cna-Fita per "le opportune deliberazioni del caso".

Le battute di questi giorni, evidentemente, secondo i vertici Cna sono state l'ultima goccia. Piu' che mai determinata, Franchini alla "Gazzetta di Modena" aveva detto ad esempio che i vertici nazionali della sua associazione "non hanno mai speso cinque minuti per parlare dei problemi dell'autotrasporto e delle pressioni che subiamo". Aveva continuato la presidente degli autotrasportatori: "Si', mi sento sola, ma almeno i miei associati sono al mio fianco anche quando qualcuno ha provato a mandarmi a casa. Se chiedo chiarezza nelle altre organizzazioni, devo farlo anche a casa mia e a qualcuno non sta bene, ma le evidenze ci sono tutte".

"Mi chiedono un passo indietro? - replica la Franchini - Io non mi dimetto, e sono piu' che altro esterrefatta. Non mi riesco a spiegare quel che possa essere successo. Ho semplicemente ribadito alcuni concetti che mi stanno a cuore. Non credo che sul fronte antimafia dentro Cna ci siano state leggerezze o addirittura zone d'ombra, non lo credo e le mie valutazioni sulle associazioni erano generali".  “Qualcuno", si è sfogata poi Franchini, avrebbe anche tentato di mandarla a casa. La leader dei trasportatori Fita, pero', dice di non farsene una ragione: "Da tre anni sono presidente Fita, abbiamo ricevuto pressioni anche recentemente e questa è la realtà. Che le associazioni non debbano essere indifferenti alle infiltrazioni e al radicamento criminale lo dico da sempre. Davvero - conclude in queste ore Franchini - sono sconvolta da tutto questo". La diretta interessata sarà convocata a breve da Cna per "le opportune deliberazioni", è stato annunciato.

(DIRE)

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