Processo Cpl, le difese vanno allo scontro: “E' un processo mediatico”

I legali non fanno sconti e puntano il dito contro un impianto accusatorio troppo vasto e nebuloso. La Procura difende la scelta del rito immediato, fortemente contrastato dalle difese. Già indicati 200 testimoni. Prossima udienza nel marzo 2016

"Questo è un processo mediatico, nato dal fatto che ci sono delle consulenze che 'non vanno benè. Il capo di imputazione è indeterminato e quindi nullo". È un assedio all'impianto accusatorio della Procura di Modena quello che gli avvocati degli imputati mettono in scena oggi pomeriggio all'udienza su Cpl Concordia. Le varie difese hanno sollevato diverse eccezioni sulle questioni preliminari tese in primis a sostenere come il rito scelto e ottenuto dalla Procura, il giudizio immediato, non regga alla prova dei fatti. Ovvero, mancherebbe "l'asserita evidenza della prova". 

Dopo l'udienza di oggi in Tribunale nell'aula della Corte d'assise, partita poco dopo le 10 e terminata attorno alle 14.30 dopo una camera di Consiglio e alcune sospensioni, il collegio dei giudici presieduto da Barbara Malvasi, e composto anche dai due colleghi a latere Luigi Tirone e Domenico Truppa, ha convocato la prossima seduta solo il 2 marzo prossimo.

Ci sono già liste testimoniali corpose, al momento risultano oltre 200 i testimoni indicati dagli avvocati anche se verranno poi ridotti. Ma prima, appunto, bisogna aspettare che il Tribunale si pronunci su tutte le ipotesi di nullità sollevate. "Se verranno sciolte (rigettate, ndr), ma è tutto da vedere, sarà un processo molto lungo. Staremo a vedere. C'è una giurisprudenza che dice che se i pm sbagliano nel chiedere il giudizio immediato non ci sono sanzioni processuali, e questo è fortemente limitativo per la difesa", dice appena terminati i lavori odierni Massimo Vellani, uno dei legali dell'ex presidente Cpl Roberto Casari.

Le eccezioni oggi sono state sollevate sul rito immediato in sè (secondo le difese sono stati inosservati i termini di 90 e 180 giorni assegnati al pm per la richiesta, rispettivamente, di giudizio immediato ordinario e cautelare), sulla compatibilità dell'imputato Cpl, sulla territorialità. Tutto è stato respinto dalla Procura nel corso degli interventi dei pm Pasquale Mazzei e Marco Niccolini (il procuratore Lucia Musti è assente in questi giorni).

L'intervento-chiave per le difese è apparso quello di Michele Jasonni, legale di Verrini, denso di citazioni di Voltaire: "Il caso di corruzione di Ischia è separato, volete farci credere- si è rivolto Jasonni alla Procura- che Cpl fosse una banda di delinquenti? Diteci quando e da chi- ha urlato l'avvocato del foro di Modena in aula- sono stati commessi i reati che contestate. Abbiamo letto tutte le 3.500 pagine, con questa indeterminazione di base il giudizio immediato è impraticabile. Il signor Casari sarà stato anche 'disinvolto' perchè pagava lautamente quelle che lui chiamava consulenze, ma di quale associazione a delinquere si parla?".

Immediata la replica di Niccolini di fronte ai giudici: "Non è che se uno alza la voce e fa citazioni ha ragione. Sarà il processo a dimostrare se c'era un gruppo costituito per commettere una serie indeterminata di reati fine. Ormai qui qualsiasi campo di imputazione- ha sbottato il pm- è nullo...". E ha rincarato Mazzei rifacendosi agli articoli del codice sull'associazione per delinquere: "L'articolo 416 dice che per il solo fatto di associarsi si viene puniti. Noi abbiamo individuato tre reati fine, dalla corruzione alle fatture irregolari. Non si puo' pretendere che si arrivi alla prova ora, e nessuno qui ha mai pensato che Cpl in quanto tale sia un'associazione a delinquere".

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