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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca San Faustino / Viale Emilio Po

Dipendente infedele truffa la Panini, contraffatte opere per 2 milioni

Le preziose pubblicazioni de “La Biblioteca Impossibile” di Franco Cosimo Panini venivano sottratte all'azienda e rivendute da uno storico dipendente, ora indagato insieme a un complice legatore. Due denunce per contraffazione e tre per ricettazione

Oltre 22.000 tra prodotti finiti e semilavorati, fogli stampati, velluti di seta, quarzi, lapislazzuli, kit d’argento per le copertine, e altri decori pregiati, il cui valore commerciale, stimato dagli stessi periti della Franco Cosimo Panini Editore, è superiore ai 2 milioni di Euro. É quanto posto sotto sequestro da parte della Guardia di Finanza di Modena a seguito di un'operazione che ha visto l'importante azienda modenese vittima dell'attività illecita orchestrata da due uomini, uno storico dipendenti della Panini stessa e un collaboratore esperto di legatoria.

Le Fiamme Gialle hanno smantellato un'organizzazione dedita alla contraffazione dei prodotti dell'editore Panini, una vittima non certo nuova a questo genere di truffe. Solo l’anno scorso infatti, i finanzieri avevano scoperto un’intera organizzazione criminale dedita alla contraffazione delle note figurine di calciatori, sequestrando oltre 5,8 milioni di pezzi contraffatti, pronti ad essere immessi nel mercato.

Questa volta a finire nel mirino dei malviventi sono state però pubblicazioni di ben altro valore. L'editore modenese propone da tempo sul mercato una collana di libri d’arte che riproduce integralmente e con assoluta fedeltà i massimi capolavori della miniatura rinascimentale: la collana è denominata “La Biblioteca impossibile” ed è costituita da opere riprodotte in serie limitate, destinate principalmente a collezionisti ed il cui valore commerciale ammonta ad alcune decine di migliaia di euro (ad es. la Bibbia di Borso d’Este ha un valore di circa 26.000 euro). Per la realizzazione di tali opere sono utilizzate materie prime pregiate: carta per le pagine, pietre preziose, argenti e stoffe di pregio per le copertine.

Le investigazioni della Guardia di Finanza di Modena sono scaturite a seguito di una denuncia formale presentata dalla nota Casa Editrice a seguito di indagini interne. Fulcro dell’organizzazione è risultato essere un dipendente storico della Panini, che - in virtù della fiducia che aveva acquisito nel tempo con la proprietà – godeva della massima libertà di movimento all’interno dell’azienda. Disponeva, infatti, anche delle chiavi dei magazzini ed intratteneva rapporti direttamente con i fornitori delle materie prime, nonché con alcuni clienti della società. Il dipendente “infedele” aveva adibito a magazzino un garage intestato al padre, dove stivava i materiali sottratti e dal quale li distribuiva ai suoi clienti per le ulteriori lavorazioni.

Sono stati poi rinvenuti numerosi certificati di garanzia e certificati di autenticità, alcuni in bianco ancora da compilare, altri con apposte le firme (poi risultate essere false) dei fratelli Panini, unici soggetti autorizzati a certificare l’originalità delle opere. Le successive attività di approfondimento investigativo hanno consentito di scoprire ulteriori soggetti a vario titolo coinvolti nel sistema illecito: è stato, infatti, individuato il soggetto che - in concorso con il dipendente infedele - provvedeva alla materiale realizzazione e riproduzione delle opere contraffatte. Trattasi di un legatore modenese che espletava ufficialmente la propria attività anche per la “Franco Cosimo Panini Editore S.p.a.” e, quindi, era perfettamente a conoscenza delle tecniche e delle modalità per la realizzazione delle opere. Lo stesso risulta aver partecipato alla spartizione delle relative somme illecitamente incassate.    

Una volta confezionate le opere il dipendente -  direttamente o attraverso ulteriori soggetti - provvedeva alla materiale commercializzazione. Anche questi ultimi soggetti sono stati individuati e denunciati a piede libero per ricettazione in quanto, pur essendo a conoscenza della provenienza illecita delle opere trattate dal dipendente infedele, avevano consapevolmente partecipato alla relativa commercializzazione. É stato sequestrato anche un vero e proprio listino prezzi “parallelo” delle opere della Casa Editrice modenese, con l’indicazione a fianco di ciascuna di esse di importi sensibilmente inferiori a quelli proposti ufficialmente dalla predetta azienda.  Complessivamente sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria due soggetti responsabili per il reato di contraffazione, nell’ipotesi aggravata, e di ulteriori tre soggetti per il reato di ricettazione.

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