Disagio sul lavoro, 84 dipendenti comunali allo sportello d'ascolto

Ascolto e analisi per i problemi maturati su luogo di lavoro, ma anche supporto e stimoli motivazionali. Il bilancio dello Sportello fornito dall’assessore Ferrari, in risposta all’interrogazione consiliare di Bortolotti (M5s)

Sono stati complessivamente 84, di cui 65 donne e 19 uomini, i dipendenti del Comune di Modena che dal novembre 2009 al giugno 2014 hanno usufruito del servizio di ascolto e di analisi delle cause del disagio nei contesti lavorativi comunali. E sono stati 229 i colloqui individuali svolti dalla psicologa dello Sportello di ascolto per supportare i dipendenti con problematiche relazionali e demotivazione, oltre che per individuarne le cause e le possibili soluzioni personali od organizzative.

Lo ha fatto sapere l’assessora al Bilancio, Personale e Riforma Pubblica amministrazione Carla Ludovica Ferrari rispondendo nel Consiglio comunale di giovedì 16 ottobre a un’interrogazione del capogruppo del Movimento 5 stelle. Il consigliere Marco Bortolotti ha sottolineato che “esiste un legame tra organizzazione del lavoro e benessere sul luogo di lavoro, che deve essere valutato, monitorato e curato per poter evitare situazioni di disagio e per l’ottimizzazione dei servizi”. Ha quindi chiesto all’assessore i dati di utilizzo dello Sportello d’ascolto per i dipendenti comunali e, di esprimersi sull’affluenza e sul gradimento del personale, oltre che di esporre le prospettive future del servizio.

L’assessore ha quindi spiegato che nella maggior parte dei casi (56) le persone che si sono rivolte allo Sportello manifestavano un disagio nelle relazioni con i colleghi o con i superiori, in 10 casi di natura motivazionale e nei restanti casi erano presenti entrambe le componenti. “Gli esiti dei colloqui – ha continuato – sono stati valutati positivamente dalla psicologa e hanno in genere condotto a individuare strategie per fronteggiare il disagio. Infine la psicologa che gestisce il servizio ha fornito utili considerazioni all’organizzazione del lavoro e spunti di intervento”. Per quanto riguarda le prospettive future, l’assessora Ferrari ha quindi osservato che “alla luce della riorganizzazione complessiva dell’ente e dei necessari percorsi di coinvolgimento del personale che dovranno essere messi in atto, l’Amministrazione sta pensando di sostituire lo Sportello con altri servizi di ascolto più sistematici che andranno valutati, come incontri a gruppi e corsi di formazione”.

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L’interrogante Marco Bortolotti, che considera l’esperienza “a priori fondamentale ed essenziale per il Comune e i dipendenti”, si è detto “spiazzato da quest’ultima notizia”, ma ha anche aggiunto di aspettarsi “che al più presto ci sia una sostituzione del servizio con una risposta completa che possa essere di aiuto e di supporto ai dipendenti. Infatti, conoscendo la difficoltà delle persone di rivolgersi al servizio, esso dovrebbe essere sostenuto perché i nostri dipendenti hanno la necessità di essere riconosciuti nel loro ruolo”. Ha infine precisato che si sarebbe aspettato di capire meglio da che settori provenisse l’utenza (a cui l’assessora ha spiegato di non accennare proprio per non violare la privacy delle persone, visto i numeri contenuti di utenza) “perché sarebbe un elemento importante alla luce della riorganizzazione dell’ente”, ha concluso bortolotti.

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