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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca

Disoccupati rapinano sale giochi e supermercati per sopravvivere: arrestati

Costretti dalla crisi economica, due modenesi e uno straniero, nei mesi scorsi, avevano organizzato diversi colpi a cavallo della provincia modenese e reggiana accumulando un bottino di 25mila euro

La disoccupazione e la crisi economica, come già visto in un altro caso nei giorni scorsi, li aveva spinti a mettere in piedi un progetto scellerato: organizzare una banda specializzata in rapina a danno di sale giochi a supermercati. Smantellato nelle scorse ore dai Carabinieri di Modena, il sodalizio era formato dal 31enne F. A., disoccupato sassolese residente a Castellarano, L. A., albanese anch'egli privo di occupazione, ed F. G., operaio sassolese di 47 anni. Quest'ultimo è stato denunciato a piede libero, mentre i suoi compagni di scorribande sono stati tratti in arresto e attualmente si trovano in carcere. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, la gang avrebbe commesso sette rapine a cavallo della provincia di Modena e Reggio Emilia.

L'EPISODIO - In ordine cronologico, l'ultimo episodio ha avuto luogo a Ubersetto di Formigine, dove venerdì scorso, presso la sala giochi "Playslot 777" di via Giardini, il trio ha fatto irruzione armato di pistola con i volti travisati. I rapinatori si sono fatti consegnare circa 5.600 euro in contanti da un dipendente e, prima di allontanarsi col bottino, hanno sparato un colpo di pistola ad altezza uomo che ha colpito una grondaia vicina all'ingresso della sala giochi, mancando di mezzo metro il titolare dell'esercizio. Il bossolo è stato recuperato dai Carabinieri e, assieme alle testimonianze e alle immagini dell'impianto di videosorveglianza, è stato possibile dare impulso alle indagini e alla successiva individuazione dei responsabili dell'assalto. Assalto che, come evidenziato dagli investigatori, presentava analogie con altre rapine compiute nei mesi scorsi a Castellarano (Reggio Emilia), Vignola, Formigine, Vignola e Modena con un paio di colpi al Conad di strada Formigina: l'irruzione sempre in orario di chiusura, l'utilizzo delle stesse due auto e la vicinanza degli obiettivi all'abitazione di uno dei componenti della gang.

DISOCCUPAZIONE - È stato proprio il 31enne F. A. il primo ad essere incastrato dai Carabinieri: la perquisizione eseguita nella sua abitazione ha consentito il recupero di preziosi reperti quali le armi adoperate per i colpi, i vestiti indossati e i cappucci utilizzati per il travestimento. Alla presenza del proprio avvocato, l'uomo ha ammesso ogni responsabilità, anche se molti elementi risultano ancora da verificare con riscontri oggettivi. L'origine di queste "nobili" imprese criminali che avrebbero complessivamente fruttato 25mila euro, come detto, è da individuare nelle difficoltà economiche scaturite a inizio anno per tutti i soggetti coinvolti nella banda: criticità familiari, redditi inferiori alla soglia della sussistenza e disoccupazione di lungo corso.

ACCUSE - Ora, le indagini puntano a scelare i singoli ruoli del terzetto: in merito all'episodio di Ubersetto è ancora da appurare chi abbia sparato ad altezza d'uomo. Ancora da attribuire, quindi, l'imputazione per tentato omicidio, mentre nei confronti del trio sono già state mosse le accuse di detenzione abusiva d'armi (recuperate alcune pistole più un fucile provento di furto mai utilizzato nei colpi), concorso in rapina ed esplosioni pericolose. Le indagini dei Carabinieri non sono ancora concluse: al vaglio degli inquirenti l'eventuale coinvolgimento di altri complici.

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