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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Disturbi psichici, dieci famiglie modenesi accolgono chi ne soffre

Sono 10 gli affidi a famiglie ospitanti di persone seguite dal Servizio di Salute mentale. Comune, Ausl e associazione Rosa Bianca rinnovano la convenzione

Una pazza idea, accogliere in famiglia una persona che soffre di disturbo psichico, potendo contare sul supporto di un’equipe operativa e su un contributo economico adeguato per migliorare le sue condizioni ma anche quelle della famiglia ospitante e dell’intera comunità.

E' questo, in sintesi, il progetto Iesa (Inserimento eterofamiliare supportato di adulti), sviluppato dall’assessorato alle Politiche sociali, sanitarie e abitative del Comune di Modena, dal dipartimento di Salute mentale dell’Azienda Usl e dall’associazione Rosa Bianca attraverso una convenzione recentemente rinnovata per il biennio 2013-2014. Il progetto, che ha anche l’obiettivo di contrastare i pregiudizi e i falsi miti sulla malattia mentale, nel 2011 ha visto la realizzazione dei primi inserimenti di pazienti in famiglia e oggi conta 10 affidi formalizzati, mentre alcuni candidati, sia utenti che famiglie, sono attualmente in attesa dell’abbinamento adeguato.

“Una società moderna deve saper includere e sostenere le persone che hanno fragilità e patologie in ambito comportamentale, psicologico o psichiatrico”, afferma Francesca Maletti, assessore alle Politiche sociali, sanitarie e abitative. “Il Comune è impegnato insieme al Centro per la salute mentale in centinaia di progetti rivolti ad adulti con disagio psichico che, oltre al sostegno assistenziale, prevedono inserimenti lavorativi e soluzioni abitative come posti in residenze, alloggi, sostegni economici all’affitto e, appunto, inserimenti in famiglia. Per la persona ospitata – continua l’assessore – l’offerta di un ambiente familiare può avere un significato terapeutico e riabilitativo e per la famiglia ospitante rappresenta un valore aggiunto. Un esempio di serena convivenza con persone affette da disturbi psichici – aggiunge – è stato anche l’incontro che l’associazione Rosa Bianca ha organizzato lo scorso 10 luglio al Giardino Ducale, dove i soggetti promotori, gli ospiti, i nuclei ospitanti e diverse famiglie interessate al progetto hanno trascorso un piacevole pomeriggio in compagnia”.

Il progetto Iesa è aperto alle famiglie, anche monofamiliari, che hanno una stanza a disposizione, un po’ di tempo libero, disponibilità a collaborare con gli operatori, un po’ di pazienza e buona volontà. Il nucleo compie un percorso di conoscenza e formazione con gli operatori, che individuano le caratteristiche idonee agli abbinamenti. La persona ospitata, seguita dal Servizio di Salute mentale, partecipa alla vita della famiglia e contribuisce al bilancio familiare. L’equipe operativa Iesa, composta da operatori del Dipartimento di Salute mentale, del Servizio sociale e dell’associazione Rosa Bianca, lavora in stretta collaborazione con il nucleo familiare e garantisce la continuità assistenziale, il contributo economico e il supporto e sostegno a entrambi i soggetti per tutta la durata del programma.

L’inserimento può avvenire a tempo pieno, 24 ore al giorno, o a tempo parziale (per qualche ora al giorno o per il fine settimana). Quest’ultimo può essere propedeutico all’inserimento familiare a tempo pieno, di sostegno a situazioni abitative autonome o in supporto a transitorie difficoltà abitative o familiari. La durata più variare dal breve termine, volto a decontestualizzare l’individuo dal suo ambiente di vita in momenti di disagio, al medio termine, quando è possibile progettare un percorso verso l’autonomia della persona, o al lungo termine, in caso di persone anziane o con disabilità e bisogni che non rendono possibile progettare percorsi riabilitativi verso situazioni meno protette.

Per informazioni è possibile contattare il Centro di salute mentale (via Paul Harris 175, tel. 059 2134050 – 2134056, lunedì e mercoledì dalle 14 alle 20, sabato dalle 8 alle 14, email iesa@ausl.mo.it).

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